<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216</id><updated>2011-12-15T03:49:10.772+01:00</updated><category term='Letture'/><category term='Prima visione'/><category term='Festival'/><category term='Attualità'/><title type='text'>ottoemezzo alive</title><subtitle type='html'>:::Benvenuti nella depandance di ottoemezzo.com::: testata giornalistica dedicata al cinema.

Spizzichi, smozzichi e ritagli di cinema. O dell'arte di perdere tempo scrivendo e leggendo di una grande passione.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>43</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-7429230749855159750</id><published>2007-05-19T11:05:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T11:13:31.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>"Io, l'altro" dramma sul peschereccio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk6_ZrbT59I/AAAAAAAAAFQ/K-u3Wc8Pt18/s1600-h/07-martorana-%26-bova-io"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk6_ZrbT59I/AAAAAAAAAFQ/K-u3Wc8Pt18/s320/07-martorana-%26-bova-io" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066197078713296850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Da quando Yousef, tunisino, è sbarcato sulle coste della Sicilia, la terra di Giuseppe, i due non si sono più lasciati.&lt;br /&gt;Giuseppe e Yousef, stesso nome in due lingue diverse, sembrano essere uniti non soltanto da un’amicizia fraterna, ma anche dallo stesso destino. Dopo dieci anni di condivisione, di complicità, di duro lavoro come pescatori in mezzo al mare, i due amici comprano Medea, un piccolo peschereccio usato, simbolo dell’affrancamento dall’ex padrone Troina, che li ha sfruttati senza farsi troppi scrupoli.&lt;br /&gt;La vita continua tra mille difficoltà, perché la pesca non è sempre abbondante, né assicurata tutti i giorni. Restano i debiti della barca da pagare e Troina controlla il mercato locale del pesce con atteggiamenti da mafioso.&lt;br /&gt;Ma improvvisamente tutto si sgretola. Dopo l’attentato terroristico al treno di Madrid, si cercano i responsabili: la radio annuncia che Yousef è il terrorista che la Polizia sta cercando, autore di quella strage atroce.&lt;br /&gt;In realtà si tratta di un caso d’omonimia, ma per Giuseppe comincia un calvario psicologico, che lo porterà a guardare l’amico di sempre con occhi diversi, sospettosi, increduli.&lt;br /&gt; Basta poco e la situazione degenera. Giuseppe e Yousef non si riconoscono più, o meglio, trovano l’uno nell’altro la materializzazione delle proprie paure, quelle che spingono a considerare l’altro da sé come qualcosa di diverso e dunque di minaccioso.&lt;br /&gt;La barca diventa un mondo a parte, un piccolo microcosmo in cui affiorano i pregiudizi dell’una e dell’altra parte, in cui la follia non lascia più spazio al dialogo.&lt;br /&gt;In mezzo al mare, Giuseppe e Yousef, entrambi vittime e carnefici, diventano essi stessi il simbolo della guerra che insanguina il nostro mondo.     &lt;br /&gt;Questa è la trama di Io, l’altro, l’ultimo film del regista tunisino Mohsen Melliti, interpretato da Raoul Bova, che ne è anche produttore, e da Giovanni Martorana.&lt;br /&gt;Una buona prova per i due attori, ma, nonostante la tematica attuale e drammatica, il film non decolla. Sicuramente coraggiosa è stata la scelta di girare quasi tutto il film sul peschereccio, mostrando nient’altro che i visi dei protagonisti, il cielo e il mare. Sebbene non avremmo sopportato più degli ottanta minuti del film, Io, l’altro resta un progetto lodevole e un film comunque interessante, che ci costringe a riflettere e a guardarci dentro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-7429230749855159750?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/7429230749855159750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=7429230749855159750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/7429230749855159750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/7429230749855159750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/05/io-laltro-dramma-sul-peschereccio.html' title='&quot;Io, l&apos;altro&quot; dramma sul peschereccio'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk6_ZrbT59I/AAAAAAAAAFQ/K-u3Wc8Pt18/s72-c/07-martorana-%26-bova-io' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-1269357799675730803</id><published>2007-05-15T19:00:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T14:08:34.639+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>"Notturno Bus": sorprese di fine stagione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk7nrLbT5_I/AAAAAAAAAFg/Xvr_TgFLPjg/s1600-h/notturno_bus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk7nrLbT5_I/AAAAAAAAAFg/Xvr_TgFLPjg/s320/notturno_bus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066241359826118642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un bel progetto, una storia convincente, tanti validi professionisti: sono questi i punti di forza di "Notturno bus", ultimo film di Davide Marengo, tratto dall’omonimo romanzo di Giampiero Rigosi.&lt;br /&gt;La storia racconta l’incontro-scontro tra Leila (Giovanna Mezzogiorno), bella e giovane falsaria che vive di piccoli furti e truffe, e Franz (Valerio Mastandrea), ingenuo e generoso autista di autobus con la passione per il poker, che ad un passo dalla laurea in filosofia ha mollato tutto per la sicurezza del posto fisso.&lt;br /&gt;Due solitudini, due vite a metà che, per un puro disegno del destino, si troveranno loro malgrado imbrigliate in un complesso e pericoloso gioco di potenti senza scrupoli, servizi segreti deviati e non, piccola e grande criminalità. Forse i due ragazzi insieme riusciranno a ritrovare il bandolo dell’intricata matassa e a risolvere l’impasse della propria esistenza…&lt;br /&gt;"Notturno bus" è una miscellanea di tanti generi: si passa dalla commedia, all’azione, al noir fino ad arrivare al sentimentalismo più puro.&lt;br /&gt;Ogni elemento è ben dosato, e il ritmo rimane costante per tutta la durata della pellicola.&lt;br /&gt;Uno strano cocktail, in cui la risata si unisce alla riflessione: ma il risultato alla fine è vincente. Merito sicuramente del criterio adottato dai produttori Maura Vespini e Sandro Silvestri per la realizzazione del film: dapprima è stato scelto il romanzo e dunque l’idea, poi sono stati selezionati gli sceneggiatori per l’adattamento cinematografico, fino ad arrivare in ultimo al reclutamento del regista, degli attori e degli altri componenti della troupe.&lt;br /&gt;Particolarmente duttile la regia di Marengo, in perfetta sintonia con il mutamento dei generi nel corso del film, ed ottima si è rivelata anche la scelta della colonna sonora, affidata a Gabriele Coen e Mario Rivera, con una breve incursione di Daniele Silvestri.&lt;br /&gt;Notturno bus è un film completo, che offre allo spettatore una vasta gamma di sensazioni e una buona dose di intrattenimento puro.&lt;br /&gt;Ma soprattutto il film è la dimostrazione che il cinema italiano non è morto, anzi, sta benissimo: ci vuole solo un po’ di coraggio, una buona storia e tanta professionalità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-1269357799675730803?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/1269357799675730803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=1269357799675730803' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1269357799675730803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1269357799675730803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/05/notturno-bus-sorprese-di-fine-stagione.html' title='&quot;Notturno Bus&quot;: sorprese di fine stagione'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk7nrLbT5_I/AAAAAAAAAFg/Xvr_TgFLPjg/s72-c/notturno_bus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-3562949429402561316</id><published>2007-05-14T11:15:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T11:26:40.546+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Le colline hanno gli occhi 2: quando del sequel non si  avverte la mancanza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk7A_rbT5-I/AAAAAAAAAFY/2Lbq4W7k_YY/s1600-h/colline_occhi.jsp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk7A_rbT5-I/AAAAAAAAAFY/2Lbq4W7k_YY/s320/colline_occhi.jsp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066198831059953634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cosceneggiato da Wes Craven e da suo figlio Jonathan, arriva nelle sale italiane la seconda puntata della saga di Le colline hanno gli occhi.&lt;br /&gt;Dopo trenta anni dalla realizzazione dell’originale primo film della serie, poi reinterpreato nel 2006, il maestro dell’horror Crawen (autore anche del classico "Nightmare – dal profondo della notte" e della trilogia di "Scream") ha deciso di mettersi a lavorare a questo sequel, lusingato dal fatto che le tematiche da lui affrontate nel 1977 potessero ancora oggi attirare e coinvolgere le nuove generazioni.&lt;br /&gt;Nonostante il dispiego di mezzi tecnici e produttivi, francamente non si sentiva la mancanza di un "Le colline hanno gli occhi 2".&lt;br /&gt;Il film, particolarmente curato negli effetti speciali e nell’ambientazione, non aggiunge niente ai precedenti. Anche il ritmo è altalenante, e sembra che le immagini non riescano mai a  raggiungere forti picchi di tensione.&lt;br /&gt;Rimane poi in superficie il tentativo degli autori di fornire un affresco psicologico e sociologico del multietnico gruppo di soldati protagonisti della terribile vicenda.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla trama: eravamo rimasti al massacro tra le rocce messicane della sventurata famiglia Carter. Ora invece è la volta di un’unità di soldati della Guardia Nazionale, giunta nelle medesime lande desolate del Messico per rifornire alcuni scienziati, ovviamente già sterminati al loro arrivo.&lt;br /&gt;Artefici di questa carneficina sono i mutanti capeggiati da Papa Hades, il quale, per assicurare un futuro alla propria specie, ha in programma di uccidere tutti gli uomini e stuprare le donne affinché possano riprodursi.&lt;br /&gt;Riusciranno i nostri eroi in divisa militare a rimanere uniti e a sventare il micidiale attacco dei mutanti?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-3562949429402561316?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/3562949429402561316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=3562949429402561316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/3562949429402561316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/3562949429402561316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/05/le-colline-hanno-gli-occhi-2-quando-del.html' title='Le colline hanno gli occhi 2: quando del sequel non si  avverte la mancanza'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rk7A_rbT5-I/AAAAAAAAAFY/2Lbq4W7k_YY/s72-c/colline_occhi.jsp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-4036228618996458052</id><published>2007-05-13T21:48:00.000+02:00</published><updated>2007-05-15T13:48:47.644+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>In diretta dalla Fiera del Libro di Torino: conversazione con Alicia Gimenez Bartlett</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RkdsLwDlMYI/AAAAAAAAAE0/WQZ-cV8X7Q4/s1600-h/GimenezBartlettAlicia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RkdsLwDlMYI/AAAAAAAAAE0/WQZ-cV8X7Q4/s320/GimenezBartlettAlicia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064135255135695234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ha insegnato per tredici anni lettere in un liceo. E dopo averla conosciuta, vi assicuro, che ci si rammarica di non averla avuta come prof.&lt;br /&gt;E’ Alicia Gimenez Bartlett, una delle ospiti di punta della 20ma edizione  della Fiera del Libro di Torino.&lt;br /&gt;Allo stand Sellerio, l’editore italiano della scrittrice, i lettori sfogliano i suoi libri, ma non sembrano notarla, mentre i giornalisti fanno la fila per intervistare quella che ormai è nota in Italia come una sorta di Camilleri in gonnella.&lt;br /&gt;Di primo acchito i due scrittori mi sembra che abbiano in comune solo una cosa: “i sigaretti”, come direbbe Camilleri.&lt;br /&gt;Il tempo di stringerci la mano e di presentarci e  la Bartlett mi invita fuori dai capannoni della fiera per fumare. Tra una boccata di fumo e l’altra, iniziamo a chiacchierare. Che sollievo, la creatrice di Petra Delicado è una donna minuta con occhi intelligenti e pieni di ironia, una vera affabulatrice dall’aria sorniona. Uno spirito arguto. E’ molto contenta di questo suo viaggio promozionale in Italia. E chiede  a due signore del suo entourage di portarla di sera in un posto dove si possa degustare una buona grappa.&lt;br /&gt;La sua ultima fatica, “Nido Vuoto”, sta scalando le classifiche. Sgrana i suoi occhi grandi color nocciola ed è quasi stupita nel sottolineare in italiano: “Davanti a me, c’è solo il Papa!”. In effetti, l’Italia, assieme alla Germania, è il Paese che più ama la saga di Petra Delicado e del suo assistente Garzon Fermin.&lt;br /&gt;Per rompere il ghiaccio inizio a togliermi qualche piccola curiosità. Non so se poi avrei il coraggio di chiederle certe amenità, una volta tornate sui divanetti dello stand Sellerio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E’ contenta o le scoccia essere chiamata la “Camilleri spagnola”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“E’ una semplificazione schematica, facile da capire, rappresentativa di un certo genere letterario. Ma non mi dà fastidio, anzi è un onore”. E aggiunge nella sua lingua: “Bueno, Camilleri es Camilleri!”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A pensarci bene  il commissario Montalbano farebbe una bella coppia con la Delicado.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In effetti – commenta l’autrice  - Anche se  Montalbano è troppo macho per Petra. Se i due si fidanzassero, sarebbe una bella battaglia campale!”.&lt;br /&gt;Seconda curiosità: fra un po’ incontrerà Daria Bignardi allo spazio autori. Quell’“intervistatrice barbarica” ha rovinato a me, come a tanti altri lettori, il piacere di scoprire il finale del libro, svelandolo sulle colonne di “Vanity Fair”. Alla Gimenez Bartlett non lo dico, ma sono sicura che la nostra Petra le avrebbe fatto il pelo e il contro pelo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sono curiosa di sapere cosa farebbe la scrittrice alla Bignardi.&lt;/span&gt; “Se la può tranquillizzare, in fondo la giornalista ha svelato solo una piccola parte del finale. Ci dice solo che Petra si sposa per la terza volta”.&lt;br /&gt;In effetti, ha avuto il  buon gusto di non presentarci le generalità dell’assassino, ma il matrimonio di Petra è un  colpo di scena non da poco, che ci sarebbe piaciuto scoprire in solitaria.  Dopo due esperienze matrimoniali archiviate e dopo averci fatto credere di essere una single difficile da far capitolare, non una zitella ma una vera amazzone, Petra convola per la terza volta a nozze.&lt;br /&gt;Torniamo allo stand, è ora delle domande serie.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A partire da “Una stanza tutta per gli altri”, suo romanzo d’esordio pubblicato da noi solo 4 anni fa, per poi arrivare alla saga della Commissaria Delicado, in tutti i suoi libri traspare un lavoro quasi certosino di documentazione. Quanto è importante per lei come scrittrice il lavoro preparatorio d’indagine e di documentazione, prima della scrittura vera e propria?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ogni mio romanzo ha richiesto un lavoro di documentazione molto ampio. Non solo contatto degli specialisti a seconda dei temi trattati, ma mi dedico a visitare luoghi  e a consultare statistiche. Per quanto riguarda la preparazione dei romanzi, con protagonista Petra, in genere lavoro a stretto contatto con la Polizia di Barcellona, città in cui risiedo. E non solo. Per ‘Un giorno da cani’, ad esempio, ho intervistato specialisti del comportamento animale e veterinari. Per ‘Un bastimento carico di riso’ ho lavorato in fase di documentazione con i servizi sociali e con assistenti sociali, che mi hanno permesso di conoscere meglio e di poter descrivere con realismo l’ambiente dei barboni. Ogni libro si prende uno o due mesi di preparazione e di raccolta d’informazioni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Negli ultimi anni in Europa si è registrato un revival del genere giallo e del noir. Tuttavia grazie a lei e ad altri suoi colleghi, anche italiani, che avete riscritto e rinnovato le regole del genere, il giallo made in Usa, che ha avuto sempre un grande seguito, è stato relegato in secondo piano, è stato quasi spodestato nelle preferenze dei lettori. Come se lo spiega?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Premetto che questa che le sto per dire è una teoria del tutto personale. Secondo me, la cosiddetta letteratura seria, di genere, oggi si è sempre di più allontanata da quotidiano. Ci fornisce insomma una realtà edulcorata e spesso pittoresca. Ed oggi il pittoresco non gode di buona considerazione né presso la critica, né presso il lettore. A  mio parere, oggi la letteratura deve avere un’aderenza ai fatti o se non altro all’epoca in cui si vive. Il genere gallo all’europea dei giorni nostri è quello che più offre quest’aderenza, quello che ci parla della realtà in cui viviamo e che ci fornisce anche delle chiavi di lettura. In un’epoca come la nostra, è importante  per il lettore riconoscersi in ciò che succede quotidianamente attorno a noi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un altro tratto che ritroviamo nei gialli europei e che nel vecchio continente è molto apprezzato è l’ironia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;“Sì credo anch’io. In particolare credo che l’umorismo e l’ironia dei popoli del sud Europa siano molto più sottili e spiccati. Si tratta di una comicità molto poco ovvia!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ci racconti com’è nata la saga di Petra Delicado.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il mio primo romanzo ‘Una camera tutta per gli altri’ mi aveva richiesto un gran impegno e di tutt’altro genere”. La scrittrice aveva imbastito il diario di Nelly la cameriera di Virginia Wolf, in cui ci restituisce, a metà tra storia vera e invenzione, una sorta di docudrama sul gruppo di Bloomsbury. “Fu così che alla fine di quel romanzo avevo bisogno una piccola pausa e scrissi il primo romanzo con protagonista Petra. Fu  un successo inaspettato. Neanch'io allora potevo immaginare che la commisaria sarebbe diventata la protagonista di una serie di volumi. Fu il mio editore spagnolo a incoraggiarmi a scrivere una seconda puntata. E da lì questo personaggio ha preso vita propria e ancora adesso m’induce a scrivere delle storie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tant’è che la ha obbligata a diventare una scrittrice a tempo pieno …&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sì dopo 13 anni d’insegnamento, nel 1991 ho lasciato il mondo della scuola. Ero una professoressa piuttosto irregolare, se fosse passato un ispettore dalla mia classe mi avrebbe sicuramente sbattuto in mezzo alla strada. A dire la verità, rimpiango spesso il tempo in cui insegnavo, perché ero a contatto con i ragazzi  e anche se qualche volta arrivavo a scuola di cattivo umore, tornavo sempre a casa stanca, ma rigenerata e piena di energia positiva. Ma poi sono diventata una scrittrice a tempo pieno. E’ stata quasi una necessità, anche perché i tour promozionali dei miei libri mal si conciliavano con la mia professione d’insegnante”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E come si svolge la sua giornata di scrittrice a tempo pieno?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“A dire la verità conduco una vita molto normale. Scrivo ogni mattina. Quando sto scrivendo un romanzo, dopo colazione, mi metto subito al lavoro. Poi a metà mattina mi concedo una pausa. Mi dedico a piccole commissioni, vado a fare la spesa. Mi piace andare a comprare il giornale sempre nello stesso posto per fare due chiacchiere con l’edicolante e alla fine mi concedo un caffé sempre nello stesso bar. Mi piace il contatto con la gente. Per me è fondamentale. Per chi inventa storie è quasi una questione d’igiene mentale non perdere i contatti con la realtà che ci circonda. Del resto, mio marito ha degli orari di lavoro molto rigidi e io mi devo anche occupare della casa. I miei figli ormai sono grandi e vivono per i fatti loro. Perciò pranzo da sola e al pomeriggio spesso mi reco in palestra. Per quanto mi riguarda, la vita di una scrittrice è molto più semplice di quanto si possa immaginare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’ispettrice Petra Delicado è stata protagonista di un serial tv in Spagna, senza contare che tutti i suoi romanzi sono stati opzionati da diversi produttori cinematografici.  Insomma, il mondo del cinema sembra apprezzare molto le sue opere. Non ha mai pensato di fare la sceneggiatrice?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In effetti sì, ho provato una volta e credo che non lo farò mai più in vita mia. Io intendo la scrittura, come un lavoro solitario, mentre le sceneggiature nascono da un lavoro di equipe. Inoltre lo sceneggiatore deve subire continue interferenze da parte della produzione o del regista. Non fa per me. Trovo davvero difficile dover discutere e condividere con altri il frutto del mio lavoro o dover cambiar le mie storie a comando”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E per quale film si dilettò nel mestiere di sceneggiatrice?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Fu per ‘Tiempo de tormenta’, uscito poi nel 2003 in Spagna. Ma le dico già che abbandonai a metà il lavoro e che la sceneggiatura fu conclusa da altri per insanabili diverbi con la produzione. Stavo scrivendo di una donna tormentata, ma il produttore insisteva che una donna non può essere tormentata senza un motivo pratico. Ma le pare? E allora insisteva che dovevo inserire nella mia storia  un fatto che gustificasse i suoi tormenti. In pratica la protagonista doveva essere tormentata a causa della perdita del figlio. A quel punto non resistetti e gli chiesi: Ah sì? E come lo vorrebbe questo figlio? Flambè, a pois, al sangue o poco cotto? Insomma in breve abbandonai il lavoro”.&lt;br /&gt;Tornata a casa non ho potuto fare a meno di indagare a quale casa di produzione la signora Gimenez Bartlett avesse dato il ben servito. Dopo attente ricerche, viene fuori che si tratta della Lolafilm, che negli ultimi trent’anni ha lavorato con registi del calibro di Fernando Trueba, Pedro Almodovar, Carlos Saura, Vicente Aranda e de la Iglesia.&lt;br /&gt;Petra avrebbe fatto lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-4036228618996458052?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/4036228618996458052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=4036228618996458052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/4036228618996458052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/4036228618996458052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/05/in-diretta-dalla-fiera-del-libro-di.html' title='In diretta dalla Fiera del Libro di Torino: conversazione con Alicia Gimenez Bartlett'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RkdsLwDlMYI/AAAAAAAAAE0/WQZ-cV8X7Q4/s72-c/GimenezBartlettAlicia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-5878445820539296351</id><published>2007-04-23T23:02:00.000+02:00</published><updated>2007-04-23T23:08:46.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>"Salvador" per non dimenticare mai</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Ri0gNu-8waI/AAAAAAAAAEc/Dnn_CQ5sHBs/s1600-h/26+Salvador_12.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Ri0gNu-8waI/AAAAAAAAAEc/Dnn_CQ5sHBs/s400/26+Salvador_12.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056733376929382818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;E’ difficile immaginare un clima di terrore e barbarie in un paese occidentale e quindi “civile” come la Spagna, oggi portavoce d’importanti campagne a favore dei diritti delle minoranze ed emblema di libertà e emancipazione.&lt;br /&gt;Eppure, non molti anni fa, precisamente il 2 marzo del 1974, in questo stesso paese venne giustiziato un ragazzo di 25 anni, che, dopo una condanna a morte per motivi politici, fu ucciso mediante la garrota, una delle più atroci e disumane torture utilizzata già ai tempi dell’Inquisizione.&lt;br /&gt;Quegli anni in Spagna rappresentarono gli ultimi sprazzi del regime franchista, tristemente noto per aver messo in ginocchio e umiliato un intero popolo, facendolo vivere nella paura e nella totale assenza di diritti civili e libertà. Il 2 marzo del 1974 fu la data dell’ultima condanna capitale in Spagna e quel ragazzo, Salvador Puig Antich, militante del Movimiento Ibèrico de Liberaciòn, da quel giorno fu consegnato alla storia e alla memoria del popolo spagnolo.&lt;br /&gt;“Salvador-26 anni contro” è un film duro, appassionato, triste ma pieno di speranza. La pellicola racconta la storia dell’omonimo e sfortunato protagonista, che, arruolatosi quasi per gioco nel MIL, all’inizio sembra dividersi tra le ragazze da corteggiare e le azioni provocatoriamente dimostrative. Poi, forse senza troppa consapevolezza, passa assieme ai suoi compagni alla guerriglia attiva accanto ai militanti francesi. Cominciano allora le rapine, e arrivano anche le armi e il pericolo a stravolgere quello che sembrava essere un gioco da ragazzi. Inesorabilmente, tutto cambia: aumenta la coscienza politica e con essa la violenza. Scorre il sangue per strada: è il sangue dei ragazzi, ma mescolato a quello dei poliziotti.&lt;br /&gt;Una guerra tra poveri disperati che non cambia nulla. L’agguato della polizia pone fine alla battaglia di Salvador, che da collettiva, diventa, da questo momento in avanti, una lotta personale.&lt;br /&gt;Ma non finisce qui: l’ETA il 20 dicembre del ’73 uccide l’Ammiraglio Carrero Blanco e Salvador diviene un vero e proprio capro espiatorio. Ora il giovane è costretto a lottare non solo contro le istituzioni, ma anche contro una tragica fatalità. E contro un destino che lo vuole morto, ingiustamente, follemente, Salvador perderà.&lt;br /&gt;Questo film, per la regia di Manuel Huerga, non è soltanto il racconto dei fatti che hanno portato alla condanna a morte di Salvador, ma anche la storia di tutto quello che la sua famiglia, il suo avvocato, i suoi amici hanno fatto per tentare di salvarlo dalla condanna.&lt;br /&gt;“Salvador-26 anni contro” è sì la cronaca di un disperato tentativo per evitare l’atroce esecuzione di un giovane di 25 anni, ma è anche il racconto di un universo di sentimenti, speranze, passioni, sofferenze fisiche e mali dell’animo. Ed è l’affresco di un’epoca buia che ha segnato la vita di tante famiglie in modo irrimediabile.&lt;br /&gt;Al termine della pellicola un’inquadratura struggente: dopo il funerale di Salvador, tanti petali di rose rosse solcano il terreno bagnato dalla pioggia. Sono lacrime che lavano una terra bagnata da troppo sangue.&lt;br /&gt;Per non dimenticare. Mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dal 27 aprile nei cinema&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-5878445820539296351?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/5878445820539296351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=5878445820539296351' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5878445820539296351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5878445820539296351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/salvador-per-non-dimenticare-mai.html' title='&quot;Salvador&quot; per non dimenticare mai'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Ri0gNu-8waI/AAAAAAAAAEc/Dnn_CQ5sHBs/s72-c/26+Salvador_12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-8327638923634268020</id><published>2007-04-22T22:49:00.000+02:00</published><updated>2007-04-24T22:52:42.524+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>"Le vite degli altri", snobbato dai festival arriva agli Oscar</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Ri5t4e-8wbI/AAAAAAAAAEk/bg_8-P9mtdA/s1600-h/vite_altri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Ri5t4e-8wbI/AAAAAAAAAEk/bg_8-P9mtdA/s400/vite_altri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5057100248740839858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Franco Cicero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La raggelante “normalità” di un sistema dittatoriale è resa alla perfezione nel severo e calibrato film d’esordio di Florian Henckel von Donnersmarck, “Le vite degli altri”, che ha il coraggio di affrontare un doloroso capitolo della recente storia tedesca. La sceneggiatura, meticolosamente scritta dallo stesso regista, descrive infatti con pochi tocchi di impressionate precisione la grigia esistenza nella Germania Est, la Ddr, all’epoca del blocco sovietico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il grigio era il colore dominante degli edifici di Berlino Est e delle sue strade attraversate dalle “Trabant” (le utilitarie “comuniste”) o da qualche auto di grossa cilindrata dei burocrati del partito. Grigi, in prevalenza, anche gli abiti degli esponenti della nomenklatura dello Stato satellite più fedele all’Unione Sovietica, fino a pochi istanti prima della caduta del Muro, nel novembre del 1989.&lt;br /&gt;La vicenda narrata nel film si svolge nell’84, ma non si scorge alcun segnale che possa far presagire che appena cinque anni dopo si sarebbe potuta avviare la riunificazione della Germania. Merito, si fa per dire, della capillare e asfissiante azione della “Stasi”, la polizia segreta della Ddr che poteva contare su centomila effettivi e in più su centinaia di migliaia di informatori. Era la sconvolgente realizzazione del “Grande fratello” di Orwell, con una sbalorditiva media nel rapporto tra “controllati” e “controllori”.&lt;br /&gt;Nessuna violenza sanguinaria, come ai tempi del nazismo, bensì una insinuante ma pressoché invincibile pressione psicologica, efficacemente rappresentata all’inizio del film con la maniacale “lezione” sulle implacabili tecniche di interrogatorio degli agenti della Stasi. Il più “bravo” poliziotto, il capitano Wiesler, viene incaricato dal suo superiore di spiare il drammaturgo di maggior successo del momento, Dreymand, e la sua compagna, Christa-Maria, applaudita attrice.&lt;br /&gt;In ogni dittatura, gli intellettuali vengono guardati con sospetto, anche quando sembrano fedelissimi al regime. Wiesler è quindi sottilmente compiaciuto di poter riempire di microspie la casa di Dreymand. L’agente della Stasi non si rende però conto di essere usato per motivi ben diversi dalla difesa dell’ortodossia comunista. Un influente ministro, infatti, vuole sbarazzarsi del drammaturgo per avere via libera con Christa-Maria.&lt;br /&gt;Potrebbe sembrare che si crei una “simpatia” tra controllore e controllato, come nel bellissimo film di Francis Ford Coppola “La conversazione”. Qui invece il meccanismo è ulteriormente raffinato. L’impassibile Wiesler scopre di essere capace di commuoversi per una poesia di Brecht o una sonata di Beethoven: per lui è la cultura il bene supremo, al di là dell’ideologia. Ma non può rivelarlo.&lt;br /&gt;Su queste intriganti basi, Florian Henckel von Donnersmarck costruisce un film asciuttissimo e coinvolgente, inspiegabilmente snobbato dai Festival maggiori e poi trionfatore agli Oscar europei (con tre premi: film, attore e sceneggiatura) e all’Oscar hollywoodiano come miglior film straniero. Il regista, 34 anni, degli intensi studi internazionali anche con Sir Richard Attenborough, è giunto al suo primo lungometraggio dopo una preparazione di molti anni, che gli consente di mostrare una maturità encomiabile per la sicurezza con cui sa dosare le accurate informazioni storiche con i meccanismi della suspense.&lt;br /&gt;In un film dai caratteri fortemente teatrali, si apprezza molto la prova degli ottimi attori: Martina Gedeck è la dolente Christa-Maria, Sebastian Koch è lo sconcertato drammaturgo, Ulrich Tukur è il viscido colonnello. Su tutti,  lo “spione” Ulrich Mühe, emblema dell’obbedienza ma non fino all’ottusità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-8327638923634268020?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/8327638923634268020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=8327638923634268020' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/8327638923634268020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/8327638923634268020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/le-vite-degli-altri-snobbato-dai.html' title='&quot;Le vite degli altri&quot;, snobbato dai festival arriva agli Oscar'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Ri5t4e-8wbI/AAAAAAAAAEk/bg_8-P9mtdA/s72-c/vite_altri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-5410885950354109965</id><published>2007-04-20T09:35:00.000+02:00</published><updated>2007-04-20T09:41:45.118+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Comencini: regista di consumo o specchio fedele della società italiana?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RihtYu-8wZI/AAAAAAAAAEU/0z7LHMxzJN4/s1600-h/comencini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RihtYu-8wZI/AAAAAAAAAEU/0z7LHMxzJN4/s400/comencini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055410853419729298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Franco Cicero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Io non sono un artista: mi considero un buon artigiano e non è detto che il mio cinema non raggiunga per questo l’artisticità del risultato».&lt;/span&gt; È stato lo stesso Luigi Comencini a sintetizzare nel miglior modo possibile la sua straordinaria carriera che con 50 titoli lo ha reso tra i registi più popolari e amati d’Italia.&lt;br /&gt;Da tempo costretto all’inattività da una lunga malattia – la sua ultima regia risale al 1992, il remake di “Marcellino pane e vino” – Luigi Comencini è morto nella sua casa romana, assistito dalle figlie, Cristina e Francesca, entrambe registe, e Paola, costumista.&lt;br /&gt;In quasi cinquant’anni di carriera ha accompagnato, da protagonista, il passaggio del miglior cinema italiano dalla grande tradizione del neorealismo alla altrettanto cruciale “commedia all’italiana”. Comencini è stato, con Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola, il maestro di un genere tipicamente nazionale, troppo spesso giudicato di semplice consumo e invece per fortuna ampiamente rivalutato e specchio fedele dell’evoluzione sociale e della creatività del nostro Paese. E ha diretto campioni della commedia come Sordi, Manfredi, Tognazzi, Mastroianni.&lt;br /&gt;Grazie a un titolo come “Pane, amore e fantasia” (1953), Comencini è stato reputato il padre del “neorealismo rosa”; con “Tutti a casa” (1960) ha partecipato alla gloriosa stagione cinematografica della rivisitazione della recente storia nazionale; grazie a “Incompreso” e, tra gli altri, al televisivo “Pinocchio”, è stato considerato “il regista dei bambini”.&lt;br /&gt;Tanti volti che in realtà ne racchiudono uno soltanto: quello di un “artigiano” – per usare la sua definizione – che sapeva guardare la realtà senza mai dimenticare che il cinema ha anche la missione di stupire, di divertire e di far pensare.&lt;br /&gt;Luigi Comencini era nato a Salò, in provincia di Brescia, l’8 giugno 1916. Il suo primo amore fu l’architettura, ma durante gli studi universitari divenne amico di Alberto Lattuada con cui partecipò alla rivista milanese “Corrente”, fondata nel 1938 da Ernesto Treccani. Comencini scriveva le critiche cinematografiche, un’attività che continuò anche nell’immediato dopoguerra dapprima nell’“Avanti!” e poi nel settimanale “Il Tempo”. Una sapienza di scrittura che gli ha consentito di essere quasi sempre anche il soggettista e sceneggiatore dei suoi film. L’amore per il cinema lo portò, assieme a Lattuada e Mario Ferrari, a promuovere il salvataggio delle pellicole di valore, fondando la Cineteca Italiana, da autentico antesignano.&lt;br /&gt;Nel ’46, Comencini debuttò nella regia con un documentario, “Bambini in città”, assai apprezzato e destinato a diventare una costante nella sua produzione. In realtà, lo stesso Comencini ebbe a dire che non aveva una particolare attenzione per il mondo dell’infanzia. Però lui, da severo e un po’ burbero intellettuale lombardo, aveva trovato nella freschezza dello sguardo dei bambini un punto di vista ideale per raccontare le profonde trasformazioni sociali. Anche nel suo primo lungometraggio, “Proibito rubare” del ’48, sono protagonisti i bambini, gli scugnizzi napoletani, affiancati da un coraggioso sacerdote, interpretato da Adolfo Celi.&lt;br /&gt;A quel punto, Comencini avrebbe potuto iniziare una carriera davvero artigianale, affidabile com’era sia nel dirigere film comici, come “L’imperatore di Capri” con Totò (1950), sia pellicole drammatiche, come “Persiane chiuse” (’51) e “La tratta delle bianche” (’52).&lt;br /&gt;Invece arrivò la straordinaria svolta di “Pane, amore e fantasia”, subito bissata nel ’54 con “Pane, amore e gelosia”, grazie alla straripante Gina Lollobrigida, all’ineffabile Vittorio De Sica e all’impareggiabile Tina Pica che seguono alla perfezione l’intuizione del regista di raccontare la provincia italiana in maniera sorridente, ma non per questo meno incisiva di quanto avevano fatto i maestri del neorealismo.&lt;br /&gt;Con “La bella di Roma” (’55) Comencini incontra il talento di Alberto Sordi, che raggiungerà il massimo cinque anni dopo, in “Tutti a casa”, un titolo diventato emblematico nel rievocare l’atteggiamento italiano dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Sempre con Sordi, girò nel ’62 “Il commissario” e nel ’64 “La mia signora”, per poi ritrovarlo ancora negli anni ’70 con l’ottimo “Lo scopone scientifico” (del ’72, con Bette Davis, Jospeh Cotten, Silvana Mangano e Domenico Modugno), “Quelle strane occasioni” (’76) e “L’ingorgo” (’79)&lt;br /&gt;Nel frattempo, Comencini aveva diretto film alla fine degli anni ’50 commerciali come “Mariti in città” e “Mogli pericolose”, ma andava sentendo l’esigenza di cimentarsi in un’opera drammatica: dopo aver sperimentato una commistione agrodolce in “A cavallo della tigre” (’61), nel ’63 trovò l’occasione di trasporre sul grande schermo il romanzo di Carlo Cassola “La ragazza di Bube”, con Claudia Cardinale.&lt;br /&gt;Nel ’67, con “Incompreso” dal romanzo di Florence Montgomery, Comencini si conferma eccellente direttore di piccoli interpreti, nonché rispettoso della pagina scritta. È il preludio al suo capolavoro televisivo, “Le avventure di Pinocchio” del ’72 che compie il miracolo di far rivivere il celebre libro di Collodi, grazie anche a una perfetta scelta del cast (la “fatina” Lollobrigida, “Geppetto” Manfredi, Franchi e Ingrassia “gatto e volpe”) e alla meravigliosa colonna sonora di Fiorenzo Carpi.&lt;br /&gt;Una delicatezza nel trattare i temi dell’infanzia e dell’adolescenza che Comencini ha poi ribadito anche in “Voltati Eugenio” (’80), nei televisivi “Cuore” (’84) e “La storia” (’86) e “In un ragazzo di Calabria” (’87), con Gian Maria Volontè, Diego Abatantuono e il giovane calabrese Santo Polimeno. Fino all’ultimo, “Marcellino pane e vino”.&lt;br /&gt;Non vanno dimenticati tanti altri film “nazionalpopolari” ma mai banali, come ad esempio, “Il compagno Don Camillo” (’65), “Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano” (’69), “Mio Dio, come sono caduta in basso!” (’74). Con punte ragguardevoli come “La donna della domenica” (’75), tratto dal giallo di Fruttero e Lucentini, o anche “Il gatto” (’77).&lt;br /&gt;Quando la commedia all’italiana sembrava prossima a diventare un fatto autocelebrativo, come dimostrato da film a episodi girati a metà degli anni ’70 assieme a Nanni Loy e Luigi Magni (“Basta che non si sappia in giro”, “Quelle strane occasioni”, “Signore e signori, buonanotte”), Comencini aveva cominciato a farsi un po’ da parte. Ma sempre alla ricerca di nuovi spunti originali, come il bizzarro “Cercasi Gesù” (’82), con Beppe Grillo, o “Buon Natale, buon anno” (’89). Proprio quest’ultimo film, con Michel Serrault e Virna Lisi, va forse considerato come il vero congedo di un sublime cineasta: “il regista dei bambini” aveva saputo guardare con altrettanta attenzione al mondo della terza età, anticipando ancora una volta l’evoluzione della società italiana con acuta lungimiranza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-5410885950354109965?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/5410885950354109965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=5410885950354109965' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5410885950354109965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5410885950354109965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/comencini-regista-di-consumo-o-specchio.html' title='Comencini: regista di consumo o specchio fedele della società italiana?'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RihtYu-8wZI/AAAAAAAAAEU/0z7LHMxzJN4/s72-c/comencini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-1488782864326737336</id><published>2007-04-18T15:43:00.000+02:00</published><updated>2007-04-18T15:48:07.722+02:00</updated><title type='text'>Nastri d'Argento: testa a testa tra Moretti e Tornatore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiYhgu9E9rI/AAAAAAAAAEE/AYD_FACr350/s1600-h/sngci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiYhgu9E9rI/AAAAAAAAAEE/AYD_FACr350/s320/sngci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054764478013699762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con 7 candidature ciascuno, saranno “Il caimano” di Nanni Moretti e “La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore a sfidarsi per aggiudicarsi i Nastri d’Argento 2007.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Li inseguono, con 6 nomination, “Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio e “Saturno contro “ di Ferzan Ozpetek.&lt;br /&gt;Poi ci sono 5 candidature per “L'aria salata” di Alessandro Angelini, “La guerra di Mario” di Antonio Capuano e “L'amico di famiglia” di Paolo Sorrentino, che surclassano  di poco un altro trio d’eccezione. Sono 4, infatti, le segnalazioni per “Anche libero va bene” di Kim Rossi Stuart, “In memoria di me” di Saverio Costanzo e “Nuovomondo” di Emanuele Crialese.&lt;br /&gt;E i grandi vecchi del nostro cinema poi fanno i fanalini di coda questa volta: 3 candidature vanno a “Centochiodi” di Ermanno Olmi, altrettante a “La stella che non c'è” di Gianni Amelio. Così come “Maradona, la mano de Dios” di Marco Risi, “N, Io e Napoleone” di Paolo Virzì e “La terra” di Sergio Rubini hanno ricevuto 3 candidature a testa. Con 2,  “A casa nostra” di Francesca Comencini, “Apnea” di Roberto Dordit, Commediasexi di Alessandro D'Alatri, Ho voglia di te di Luis Prieto, “Il mio miglior nemico” di Carlo Verdone, “La cena per farli conoscere” di Pupi Avati, “La masseria delle allodole” di Paolo e Vittorio Taviani, “Lezioni di volo” di Francesca Archibugi, e, ancora, “Uno su due” di Eugenio Cappuccio e “Viaggio segreto” di Roberto Ando'.&lt;br /&gt;Dodici, infine, i film italiani presenti con almeno una candidatura nelle nomination 2007.&lt;br /&gt;Sono 39 i film rappresentati nella selezione dei Nastri 2007 e oltre 100 i titoli tra i quali sono stati selezionati i candidati ai premi di quest'edizione: per l'esattezza 93  lungometraggi e 10 documentari, usciti dal 1° gennaio 2006 al 31 marzo 2007. Dei 93 film tra i quali è stata effettuata la selezione dei candidati (tra i quali anche le partecipazioni italiane a film stranieri) 73 sono usciti nel 2006 e 20 nei primi tre mesi del 2007 (33 in tutto le opere prime).&lt;br /&gt;Questo è un anno all’insegna dell’innovazione per il celebre Premio del cinema italiano. Tra le novità vanno citate l'introduzione di alcuni Nastri speciali, un tributo ai personaggi dell'anno e la suddivisione, all'interno della categoria storicamente riservata al "Miglior film straniero", tra i titoli europei e i non europei.&lt;br /&gt;La selezione dei candidati 2007   è stata compiuta dal Direttivo Nazionale del Sindacato, di cui fanno parte, con il presidente Laura Delli Colli, i vicepresidenti Fulvia Caprara e Franco Cicero e il segretario generale Romano Milani, e i colleghi Antonella Amendola, Adriano Amidei Migliano, Mario Di Francesco (già presidente Sngci), Maurizio Di Rienzo, Antonio D'Olivo, Baba Recherme e Teresa Marchesi. A loro è toccato il compito di coordinare la lista finale tenendo anche conto delle segnalazioni e delle opzioni più generalmente espresse dai giornalisti che dei film e dei loro autori e protagonisti hanno regolarmente scritto sulle diverse testate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia ora il referendum tra i soci del Sngci con diritto di voto sui Nastri: tutti gli iscritti, con la sola eccezione dei soci che operano nella comunicazione come uffici stampa e degli iscritti onorari (tutti gli ex giornalisti attivi, passati in qualche caso ad altri incarichi professionali) la cui attività sia oggi incompatibile con l'informazione cinematografica. Per evidenti ragioni, non votano specificamente in alcune categorie, ed è la seconda volta che accade, due illustri iscritti al Sngci come Maurizio Costanzo, padre di Saverio, e Mario Verdone, papà di Carlo.&lt;br /&gt;Le operazioni di voto si concluderanno il 31 maggio. Saranno quindi annunciati nei primi giorni di giugno i nomi dei vincitori che ritireranno i Nastri sabato 23 Giugno sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-1488782864326737336?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/1488782864326737336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=1488782864326737336' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1488782864326737336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1488782864326737336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/nastri-dargento-testa-testa-tra-moretti.html' title='Nastri d&apos;Argento: testa a testa tra Moretti e Tornatore'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiYhgu9E9rI/AAAAAAAAAEE/AYD_FACr350/s72-c/sngci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-8352364498812306543</id><published>2007-04-18T15:00:00.000+02:00</published><updated>2007-04-18T15:16:51.969+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Cinema e Lavoro: un binomio made in Terni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiYYou9E9qI/AAAAAAAAAD8/1D9Y_gncwpk/s1600-h/della_casa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiYYou9E9qI/AAAAAAAAAD8/1D9Y_gncwpk/s320/della_casa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054754719848003234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ha aperto i battenti ieri la  V edizione del Festival CINEMA e/è LAVORO di Terni  con il vincitore del Premio della regia all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. “Daratt” di Mahamat-Saleh Haroun, che uscirà nelle sale italiane il 25 maggio distribuito dalla Lucky Red, ha inaugurato la rassegna diretta da Stefano Della Casa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mahamat-Saleh Haroun&lt;/span&gt; ha quindi tenuto a battesimo CINEMA e/è LAVORO di quest’anno. Il regista proveniente dal Ciad proprio a Terni è stato insignito del premio del Festival "per il lavoro nel cinema",  che nelle passate edizioni  è andato a cineasti del calibro di  Ken Loach, Bertrand Tavernier, Danis Tanovic e Marco Belloccio. Il premio è stato consegnato da un autore e attore del nostro cinema, Michele Placido.&lt;br /&gt;Il festival di Terni quest’anno ci farà conoscere l’opera di Haroun, con un omaggio che comprende altri due film dello stesso autore, “Bye Bye Africa” e “Sotigui Kouyatè”, due opere che propongono una riflessione, tra passato e presente, sul fare cinema ed essere attore in Africa.&lt;br /&gt;La protagonista di oggi è invece &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stefania Sandrelli,&lt;/span&gt; che assieme al regista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Michael Schroeder&lt;/span&gt;  alle 21.00 presenterà il film “Man in the Chair”. Ancora una volta il mestiere di regista e quello dell’attore sono sotto i riflettori della rassegna. Più erudito invece il pomeriggio al festival: con “Lettera ad un film mai fatto”, documentario di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giorgio Treve&lt;/span&gt;s sul progetto di Visconti  di girare un film tratto da “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust. &lt;br /&gt;Treves incontrerà il pubblico insieme al professor &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alberto Beretta Anguissola&lt;/span&gt;, uno dei più importanti studiosi del grande scrittore francese. Ideale per chi è affascinato dall'universo viscontiano e  vuole avere un assaggio, senza nessuna pretesa accademica,  della narrazione proustiana e dei suoi possibili punti di contatto con quelli della narrazione cinematografica.&lt;br /&gt;Per l’aperitivo il festival ritorna sul tema del lavoro con la presentazione del libro “Voice Center” di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zelda Zeta,&lt;/span&gt;  storie, sogni, paure che si incrociano in un luogo simbolo del lavoro nell'era della comunicazione: il call center. Una  commedia umana che verrà un po' raccontata e un po' messa in scena.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;FOTO: Stefano della Casa, direttore del festival di Terni&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-8352364498812306543?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/8352364498812306543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=8352364498812306543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/8352364498812306543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/8352364498812306543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/cinema-e-lavoro-un-binomio-made-in.html' title='Cinema e Lavoro: un binomio made in Terni'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiYYou9E9qI/AAAAAAAAAD8/1D9Y_gncwpk/s72-c/della_casa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-8558890059730579856</id><published>2007-04-17T16:58:00.000+02:00</published><updated>2007-04-17T17:03:33.752+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Edmond ovvero della paura e del desiderio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiThg-9E9pI/AAAAAAAAAD0/C0v3i_Qv5ro/s1600-h/edmond.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiThg-9E9pI/AAAAAAAAAD0/C0v3i_Qv5ro/s320/edmond.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054412638587778706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Edmond Burke è un rispettabile uomo di mezza età, con un buon lavoro, una casa, una moglie, ma soprattutto, con un’esistenza che non gli appartiene.&lt;br /&gt;Un bel giorno, come appena svegliatosi da un sonno lungo cinquant’anni, si accorge che la sua vita non gli piace, anzi, non gli è mai piaciuta. Non vuole più sopportare niente, desidera prendere quello che vuole senza accontentarsi più della banalità quotidiana. Ha bisogno di dare voce al vero se stesso.&lt;br /&gt;Apre quindi gli occhi sul mondo: lascia la moglie e la casa, e s’immerge nei vicoli della propria città. Durante la sua prima notte da uomo “libero” scopre cose a cui non aveva mai prestato attenzione. Sulla sua pelle conosce il mondo della prostituzione, fatto di ragazze ormai tristi e disincantate, pronte a tutto per denaro, e di protettori violenti e senza scrupoli.&lt;br /&gt;Subisce un’aggressione da due loschi individui che lo derubano. Rimasto senza soldi, acquista un pugnale dopo aver impegnato un anello e si difende da una seconda aggressione.&lt;br /&gt;Poi, pieno di una nuova consapevolezza e di convinzioni sconosciute fino a quel momento, ha un incontro sessuale con una giovane cameriera. Nel bel mezzo di una discussione paradossale, in modo inaspettato, scoppia una tragedia: Edmond è mosso da una profonda rabbia, un odio brutale che gli fa compiere un gesto a cui non potrà mai più riparare.&lt;br /&gt;Ma, forte di una follia allucinatoria e di un nuovo delirante coraggio, crede di essere invincibile e, inesorabilmente, nel giusto. Arrestato e messo in carcere, qui comincia davvero la seconda vita di Edmond. Sarà un viaggio lungo, doloroso, autodistruttivo che lo porterà a scoprire che “quando temiamo qualcosa inconsapevolmente la desideriamo, che si tratti della morte o dei ladri” perché “dietro ogni paura si nasconde un desiderio”. &lt;br /&gt;Questa è la trama di “Edmond”, il nuovo film di Stuart Gordon, tratto dall’omonima opera teatrale di David Mamet.&lt;br /&gt;Progetto interessante, ma la commistione teatro-cinema non riesce appieno. Il film è lento, il ritmo va a singhiozzi.&lt;br /&gt;Se non fosse per l’ottima colonna sonora e lo straordinario talento del protagonista William H. Macy, qui impegnato in una delle sue migliori interpretazioni, sarebbe difficile vederlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-8558890059730579856?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/8558890059730579856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=8558890059730579856' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/8558890059730579856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/8558890059730579856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/edmond-ovvero-della-paura-e-del.html' title='Edmond ovvero della paura e del desiderio'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiThg-9E9pI/AAAAAAAAAD0/C0v3i_Qv5ro/s72-c/edmond.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-2885341838198141390</id><published>2007-04-17T15:33:00.000+02:00</published><updated>2007-04-17T15:43:05.691+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Marco Tullio Giordana torna sul set con "Sangue Pazzo"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiTM9e9E9oI/AAAAAAAAADs/VI30bdNr3AA/s1600-h/giordana.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiTM9e9E9oI/AAAAAAAAADs/VI30bdNr3AA/s400/giordana.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054390038469867138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(153, 153, 153);"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Monica Bellucci, Luca Zingaretti e Alessio Boni: è la triade di protagonisti d'eccezione del nuovo film di Marco Tullio Giordana.&lt;br /&gt;Si intitola "Sangue Pazzo" e il primo ciak ha avuto luogo oggi a Taglio di Po, in provincia di Rovigo. Basato su una sceneggiatura originale scritta nel 1985 da Marco Tullio Giordana con Leone Colonna ed Enzo Ungari, "Sangue Pazzo" narra la parabola artistica e umana di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, due celebri attori del cinema fascista che aderirono alla Repubblica di Salò. I due, accusati di collaborazionismo e tortura, finirono fucilati dai partigiani dopo la Liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film, è una coproduzione fra la BìBì Film di Angelo Barbagallo e la società francese Paradis Films, in collaborazione con Rai Cinema e Rai Fiction. Questo ambizioso progetto è reso possibile anche grazie al sostegno di Eurimages e della Film Commission Torino Piemonte. La distribuzione italiana sarà affidata a 01 Distribution, le vendite estere alla società internazionale Wild Bunch.&lt;br /&gt;"Sangue pazzo" uscirà prima nelle sale cinematografiche e successivamente sarà sugli schermi televisivi.&lt;br /&gt;Le riprese, previste in 13 settimane, si svolgeranno, oltre che nel Polesine, anche a Venezia, Milano, Torino e Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cast tecnico figurano molti dei collaboratori abituali di Giordana, come il direttore della fotografia Roberto Forza, lo scenografo Giancarlo Basili, la costumista Maria Rita Barbera, il montatore Roberto Missiroli, il fonico Fulgenzio Ceccon.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-2885341838198141390?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/2885341838198141390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=2885341838198141390' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/2885341838198141390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/2885341838198141390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/marco-tullio-giordana-torna-sul-set-con.html' title='Marco Tullio Giordana torna sul set con &quot;Sangue Pazzo&quot;'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiTM9e9E9oI/AAAAAAAAADs/VI30bdNr3AA/s72-c/giordana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-3169500323144572573</id><published>2007-04-14T18:30:00.000+02:00</published><updated>2007-04-15T10:30:29.341+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>E’ Udine la capitale del Far East</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiEDzO9E9nI/AAAAAAAAADk/hY_29PShJ_8/s1600-h/patrick_tam.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiEDzO9E9nI/AAAAAAAAADk/hY_29PShJ_8/s320/patrick_tam.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053324435608893042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E’ sempre  stato il territorio d’elezione del cinema di Hong Kong.&lt;br /&gt;Ora giunto alla nona edizione, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Far East Festival&lt;/span&gt; allarga i suoi orizzonti. L’edizione 2007 della rassegna, che si svolge a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Udine dal 20 al 28 aprile&lt;/span&gt; presso il Teatro Nuovo e gli Spazi del Visionario, propone un vero e proprio viaggio tra le tendenze e gli stili cinematografici dell’intera Asia.&lt;br /&gt;A far la parte del leone naturalmente c’è la Cina, con i suoi trecento film prodotti solo nel 2006. Ma anche le altre cinematografie del continente asiatico sono molto ben rappresentate: dalla new wave di Patrick Tam, a cui quest’anno è dedicata la retrospettiva, alla magniloquenza dei blockbuster giapponesi, dalla stravagante e misconosciuta produzione filippina, fino alle commedie romantiche thailandesi e alle emozioni a tinte forti messe in scena dal cinema coreano.&lt;br /&gt;E se fino a pochi anni fa il Far East era considerato una manifestazione di nicchia, per cinefili a caccia di rimandi e citazioni tra Hollywood e l’Estremo Oriente, oggi che la Cina e l’Asia in generale sono sempre più percepite come la nuova frontiera dell’Occidente, la rassegna udinese è proprio in tema con l’attualità e i nostri tempi. Negli anni la manifestazione è cresciuta  e meriterebbe un seguito più internazionale, visto che ogni anno porta in Italia un parterre di ospiti asiatici davvero eccezionale.&lt;br /&gt;Quest’anno tra le numerose star orientali, c’è molta attesa per il regista Patrick Tam. Considerato unanimemente il maestro del più celebre, in Europa, Wong Kar Wai, Tam è l’indiscusso protagonista di quella nouvelle vague che negli anni Ottanta rivoluzionò il cinema made in Hong Kong. Spirito anticonformista e provocatorio, fu Tam a lanciare nel firmamento delle star Leslie Cheung.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;FOTO: Una scena di "After this our Exile" di Patrick Tam&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);"&gt;In anteprima la nuova sigla del festival --&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;&lt;span class="359294417-31032007"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=G1WZgNt92aY"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=G1WZgNt92aY&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-3169500323144572573?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/3169500323144572573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=3169500323144572573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/3169500323144572573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/3169500323144572573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/e-udine-la-capitale-del-far-east.html' title='E’ Udine la capitale del Far East'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiEDzO9E9nI/AAAAAAAAADk/hY_29PShJ_8/s72-c/patrick_tam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-6816404258566000304</id><published>2007-04-14T15:00:00.001+02:00</published><updated>2007-04-14T14:56:41.420+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>“Nero Bifamiliare” azzeccato esordio alla regia del leader dei Tiromancino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDPFe9E9mI/AAAAAAAAADc/ShJP7lotCsI/s1600-h/nerobifamiliare.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDPFe9E9mI/AAAAAAAAADc/ShJP7lotCsI/s320/nerobifamiliare.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053266475025233506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Marzia Apice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Di fronte al ministro Francesco Rutelli e al sindaco di Roma Walter Veltroni si è tenuta qualche giorno fa al cinema Adriano di Roma l’attesissima presentazione di “Nero bifamiliare”, primo lungometraggio di Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, ora anche regista.&lt;br /&gt;Presente il cast al completo: Claudia Gerini e Luca Lionello, Emilio De Marchi, Anna Marcello, Remo Remotti, Ernesto Mahieux, Cinzia Leone, Max Giusti, Yari Gugliucci, Adriano Giannini.&lt;br /&gt;“Nero bifamiliare” è una commedia nera, divertente e graffiante, cinica e ironica, ben scritta dal duo  Zampaglione-Gentile e supportata da un bel gruppo di attori di talento che hanno fatto decisamente la differenza.&lt;br /&gt;Il film narra la storia di Marina (Gerini) e Vittorio (Lionello), una giovane coppia di sposi che decide di acquistare una villetta in un tranquillo comprensorio immerso nel verde. Ma, ben presto, ci penseranno gli eccentrici vicini di casa a turbare e, poi, a stravolgere completamente la loro tranquilla quotidianità piccolo borghese.&lt;br /&gt;Riflessioni amare sulle ipocrisie e i pregiudizi di una vita cosiddetta “normale”, battute fulminanti e gustose gag, immagini sensuali (da manuale lo striptease della Gerini sulle note di una canzone cantata da lei stessa) e sequenze oniriche: questa è la ricetta vincente di “Nero bifamiliare”. Ma il film nasconde anche altro. Ci sono diverse tematiche scottanti e di grande attualità che il film affronta con leggerezza, ma in modo incisivo, come la paura del diverso, la proverbiale arte d’arrangiarsi tipicamente italiana, la cialtroneria.&lt;br /&gt;Bella la musica (curata ovviamente dai Tiromancino) e piacevole il film: davvero un esordio interessante e proficuo per il giovane cantante romano nell’inedita veste di regista, impegnato in “Nero bifamiliare” anche nel delicato ruolo di dirigere la propria compagna(nonché musa ispiratrice) Claudia Gerini. Coppia vincente, dunque, nella vita e nel lavoro.&lt;br /&gt;Peccato per la serata: un’organizzazione pessima ha fatto quasi rimpiangere di non essere rimasti a casa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-6816404258566000304?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/6816404258566000304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=6816404258566000304' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/6816404258566000304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/6816404258566000304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/nero-bifamiliare-azzeccato-esordio-alla.html' title='“Nero Bifamiliare” azzeccato esordio alla regia del leader dei Tiromancino'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDPFe9E9mI/AAAAAAAAADc/ShJP7lotCsI/s72-c/nerobifamiliare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-1441003102148211219</id><published>2007-04-14T15:00:00.000+02:00</published><updated>2007-04-14T14:48:37.086+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Quello che gli uomini non dicono</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDNVe9E9lI/AAAAAAAAADU/ExysAkRt75U/s1600-h/bacri_uomini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDNVe9E9lI/AAAAAAAAADU/ExysAkRt75U/s320/bacri_uomini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053264550879884882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sette personaggi, sette vite che si intrecciano, sette uomini che combattono una lotta contro se stessi: da qui parte e qui ritorna “Quello che gli uomini non dicono”, il nuovo film di Nicole Garcia, in una struttura circolare che sembra immobile, ma che in realtà vuole sradicare sentimenti, pensieri, coscienze.&lt;br /&gt;In soli tre giorni questi uomini, diversi per età, classe sociale e carattere, incontrandosi si scontrano  mettendo in moto un meccanismo di faticosa ricerca di una consapevolezza perduta (o mai cercata) di se stessi.&lt;br /&gt;Su tutti lo sguardo di un bambino che, forse proprio per la sua purezza, riesce a fare luce sulla cecità dei più grandi e sulle loro illusioni, nonostante la paura di sbagliare.&lt;br /&gt;Stavolta, quindi, protagonista assoluto è l’universo maschile, spesso considerato molto più semplice, più lineare e meno problematico di quello femminile. Il film ci dimostra che anche gli uomini sono in grado di complicarsi la vita, soprattutto quando per paura non risolvono alcuni nodi della coscienza. Ma tanto si sa (e questo le donne lo sanno bene!), la coscienza torna a bussare e non lascia scampo, invitandoci a mettere a nudo le nostre debolezze. &lt;br /&gt;Sullo sfondo di una cittadina di provincia anche alcune donne: il loro è un ruolo di testimoni, consigliere, mentori, distanti eppure così vicine da poter indicare la giusta strada a questi uomini smarriti nei meandri dei propri cuori.&lt;br /&gt;Buone le premesse, ma esile il risultato. Peccato, perché alla base del film c’è una bella idea, ma la realizzazione non convince, nonostante si faccia il possibile per spingere lo spettatore all’immedesimazione con i personaggi, per accorciare la distanza tra le nostre vite e lo schermo. Sebbene ci sia un filo comune che muove le sette vite protagoniste, il film non è poi così unitario, né così incisivo da coinvolgere appieno.&lt;br /&gt;E, a dir la verità, qualche parola in più avrebbe di certo giovato a tutti quei silenzi che non hanno “parlato” tanto quanto era nelle intenzioni degli autori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-1441003102148211219?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/1441003102148211219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=1441003102148211219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1441003102148211219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1441003102148211219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/quello-che-gli-uomini-non-dicono.html' title='Quello che gli uomini non dicono'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDNVe9E9lI/AAAAAAAAADU/ExysAkRt75U/s72-c/bacri_uomini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-5741048748234443313</id><published>2007-04-14T14:23:00.000+02:00</published><updated>2007-04-14T14:29:54.550+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Agli Screenings Rai le nostre fiction da esportazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDH6-9E9jI/AAAAAAAAADE/9iKVxsjG3q0/s1600-h/Guerra+e+pace.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDH6-9E9jI/AAAAAAAAADE/9iKVxsjG3q0/s400/Guerra+e+pace.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053258598055212594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;Oltre duecento buyer e broadcaster,  provenienti da circa novantotto paesi,  si sono incontrati dall’11 al 13 aprile 2007 al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Cagliari).&lt;br /&gt;Ad attirare a Santa Margherita i principali rappresentanti delle emettenti televisive internazionali sono stati i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rai Trade Screenings&lt;/span&gt; 2007, manifestazione molto apprezzata dagli operatori stranieri,  che hanno potuto visionare il ricco patrimonio di fiction, cinema, documentari, archivi e format della Rai.&lt;br /&gt;La tre giorni italiana si chiude con un bilancio  positivo. Ancora una volta le nostre fiction si dimostrano in grado di varcare i confini nazionali.&lt;br /&gt;Agli Screenings sono state presentate in anteprima assoluta alcune immagini di “Caravaggio” e “Guerra e Pace” (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;foto&lt;/span&gt;). La prima fiction è stata prodotta dalla Titania di Ida Di Benedetto con Rai Fiction, in coproduzione con Francia, Spagna e Germania. Si tratta di un prodotto di altissimo livello per la cura dei dettagli: la fotografia è stata curata dal maestro premio Oscar Vittorio Storaro,  mentre la colonna sonora è firmata da Luis Bachalov.&lt;br /&gt;Alessio Boni  ha ricoperto il ruolo che quarant'anni fa fu di Gian Maria Volontè. La fiction ripercorre la storia del grande artista litigioso e violento, con una vita fatta di luci, ombre, ma anche avventurosa ed errabonda. Accanto ad Alessio Boni c'è Elena Sofia Ricci nella parte della marchesa Costanza Colonna e Jordi Mollà che interpreta il Cardinal Del Monte.&lt;br /&gt;Questa nuova edizione di “Caravaggio” ha avuto un buon riscontro sul mercato internazionale: buyers di 39 Paesi hanno chiesto di visionare il film intero e il Giappone ha già acquisito i diritti.&lt;br /&gt;Coprodotto da Rai Fiction e Lux Vide, “Guerra e Pace” è stato diretto da Robert Dornhelm, nomination ai Golden Globe con 'Requiem fur Dominik' (1990) come miglior film straniero e, tra l'altro, regista di 'Into the West' (2005) prodotto da Steven Spielberg, e dei 'Dieci comandamenti'.&lt;br /&gt;La sceneggiatura è firmata da Enrico Medioli ('C'era una volta in America'  di Sergio Leone) e Lorenzo Favella. Nel cast di nuovo Alessio Boni  nei panni del principe Andrej Bolkonskij che, in polemica con la fatua società pietroburghese, affronta l'esperienza della guerra, la prigionia, l'infelice amore per Natascia, raggiungendo con la morte la purificazione spirituale nella fede cristiana. La giovane attrice francese Clemence Poesy (“Harry Potter e il calice di fuoco”) si è aggiudicata il ruolo di Natascia Rostova. Andrea Giordana è il Conte Rostov, Violante Placido la Principessa Elena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;FOTO: Una scena di "Guerra e pace"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;per gentile concessione di Rai Trade&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-5741048748234443313?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/5741048748234443313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=5741048748234443313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5741048748234443313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5741048748234443313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/agli-screenings-rai-le-nostre-fiction.html' title='Agli Screenings Rai le nostre fiction da esportazione'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RiDH6-9E9jI/AAAAAAAAADE/9iKVxsjG3q0/s72-c/Guerra+e+pace.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-1448949346017235616</id><published>2007-04-13T10:00:00.000+02:00</published><updated>2007-04-13T10:10:35.878+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>“Gli Innocenti”: ultimo atto di Per Fly sulla società danese</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rh86Xu9E9iI/AAAAAAAAAC8/OAeVSg5SLpw/s1600-h/Inno_01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rh86Xu9E9iI/AAAAAAAAAC8/OAeVSg5SLpw/s400/Inno_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052821486348596770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Marzia Apice&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Dopo “La panchina” e “L’eredità”, Per Fly presenta “Gli innocenti”, l’ultimo capitolo della trilogia che lo ha visto impegnato negli ultimi anni a descrivere la società danese attraverso le differenti classi sociali. Questo film, oltre a confermare il noto talento dell’autore, fornisce l’ennesima prova della validità della scuola sviluppatasi in Danimarca che da diverso tempo produce pellicole interessanti e mai banali, profondamente radicate nelle problematiche contemporanee.&lt;br /&gt;La consapevolezza di se stessi, il senso di colpa, la complessità della verità e, di contro, l’estrema facilità con cui si può cadere nella menzogna sono tutti temi cardine del film.&lt;br /&gt;Carsten è un uomo di mezza età, docente di scienze sociali, che ha una relazione extraconiugale con Pil, sua allieva all’università. Fin qui tutto banale, se non fosse che la ragazza traduce la passione e l’impegno politico che Carsten le ha insegnato in una vera e propria attività terroristica. Una notte, durante un’azione di boicottaggio contro un’industria di armi,Pil uccide un poliziotto. Scoppia una bufera nella vita di Carsten: la moglie Nina e il figlio gli volteranno le spalle. L’uomo sceglie di stare accanto a Pil, che nel frattempo è stata rinchiusa in carcere, consigliandole di non dire la verità, e quindi di dichiararsi innocente, costi quel che costi. Una volta prosciolta, Carsten e Pil cominciano a vivere insieme. Ma, da quel momento in poi, i rimorsi e i rimpianti saranno implacabili.&lt;br /&gt;Niente potrà più essere come prima.&lt;br /&gt;Ancora una volta, Per Fly affida il ruolo del protagonista è all’intenso Jesper Christensen, mentre la parte femminile è interpretata dalla giovane Beate Bille. Accanto a loro anche Pernilla August, attrice di bergmaniana memoria.&lt;br /&gt;“Gli innocenti” è un film scomodo, difficile, che chiama in causa la coscienza dello spettatore in modo diretto e deciso, con un giusto approccio ad un tema critico come il terrorismo. La classe media, di cui anche il regista fa parte, ne esce divisa a metà, imbrigliata in una crisi che la vede da un lato desiderosa di agire perché ancorata a degli ideali ormai passati e, dall’altro, incapace di fuggire dall’impasse, perché timorosa di prendersi le proprie responsabilità.&lt;br /&gt;Da vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-1448949346017235616?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/1448949346017235616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=1448949346017235616' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1448949346017235616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/1448949346017235616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/gli-innocenti-ultimo-atto-di-per-fly.html' title='“Gli Innocenti”: ultimo atto di Per Fly sulla società danese'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rh86Xu9E9iI/AAAAAAAAAC8/OAeVSg5SLpw/s72-c/Inno_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-7601477075518975853</id><published>2007-04-01T15:00:00.000+02:00</published><updated>2007-04-01T15:14:42.071+02:00</updated><title type='text'>Prima a Roma poi a Trieste, sotto i riflettori c'è Laura Morante</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-sEca2nMI/AAAAAAAAAC0/xKi8dFys720/s1600-h/laura_morante.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-sEca2nMI/AAAAAAAAAC0/xKi8dFys720/s400/laura_morante.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048442899653893314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo l'omaggio tributato dal Moma di New York l'anno scorso, quest'anno Laura Morante viene celebrata in casa.&lt;br /&gt;Inizia infatti martedi' 3 aprile al cinema Trevi di  Roma "La musa discreta", rassegna di film dedicata all'attrice.&lt;br /&gt;In estate poi, nel corso dell'ottava edizione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maremetraggio&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Trieste, 29 giugno - 7 luglio 2007&lt;/span&gt;) si celebra la carriera cinematografica di Laura Morante.&lt;br /&gt;La retrospettiva, curata, insieme al direttore artistico del Festival Chiara Omero, dal critico Maurizio Di Rienzo, prenderà il via nella settimana precedente il festival, nelle giornate dal 23 al 28 giugno, e comprenderà la proiezione di alcuni dei più importanti lungometraggi interpretati da Laura Morante a partire dagli anni ‘80.&lt;br /&gt;Si partirà da alcune pellicole d’esordio come “Colpire al cuore” di Gianni Amelio e “Bianca” di Nanni Moretti,  per arrivare ai giorni nostri, in cui Laura Morante ha lavorato anche all'estero, con Vincente Aranda (“Lo sguardo dell’altro”) , ma anche diretta dal collega John Malkovich (“Danza di sangue”).&lt;br /&gt;In programma ci sarà anche “Molière” di Laurent Tirard, previsto in uscita nelle sale per il 6 aprile, in cui la Morante veste i panni di Elmire, moglie del "borghese gentiluomo" Jourdain.&lt;br /&gt;Ogni pellicola verrà introdotta da una breve video intervista all’ attrice, realizzata da Maurizio Di Rienzo con la collaborazione registica di Claudio Noce (Nastro d’ Argento e David di Donatello 2005 per il cortometraggio “Aria”).&lt;br /&gt;Nel weekend finale del Festival (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6 e 7 luglio&lt;/span&gt;) l'attrice sarà a Trieste per ritirare un premio alla carriera e incontrare il suo affezionato pubblico.&lt;br /&gt;L'Ansa inoltre ha annunciato nei giorni scorsi che sarebbe imminente  l'esordio alla regia della Morante, con ben  due film di cui e' anche autrice.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-7601477075518975853?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/7601477075518975853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=7601477075518975853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/7601477075518975853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/7601477075518975853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/sotto-i-riflettori-di-maremetraggio.html' title='Prima a Roma poi a Trieste, sotto i riflettori c&apos;è Laura Morante'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-sEca2nMI/AAAAAAAAAC0/xKi8dFys720/s72-c/laura_morante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-7885919138112334945</id><published>2007-04-01T14:22:00.000+02:00</published><updated>2007-04-01T14:29:16.343+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Marco Risi gioca la carta dell'agiografia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-kdca2nKI/AAAAAAAAACk/yQOi4oDjhyU/s1600-h/maradona.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-kdca2nKI/AAAAAAAAACk/yQOi4oDjhyU/s320/maradona.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048434533057600674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Marzia Apice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‘O re: questo è il nome con il quale Napoli ha acclamato per tanti anni Diego Armando Maradona, il più grande e controverso calciatore di tutti i tempi.&lt;br /&gt;Ma la storia di quest’uomo, divenuto per i napoletani un eroe, un santo, un dio in terra, il simbolo di un riscatto sociale ed economico reso possibile dall’unione di genialità e passione, comincia molti anni prima e dall’altra parte del mondo.&lt;br /&gt;Siamo in Argentina, in una borgata alla periferia di Buenos Aires: Diego nasce in una famiglia numerosa e povera, in cui il padre si spacca la schiena tutto il giorno per cercare di dar da mangiare ai suoi figli. C’è poco tempo per ridere e scherzare, ogni giorno è una lotta per vivere dignitosamente. Ma nonostante tutto Diego ha un amore, grande, indistruttibile: il pallone. Giocare a calcio è l’unica cosa che riesce a farlo sognare, a dargli gioia, a evadere da quel mondo di degrado e miseria che lo circonda.&lt;br /&gt;A forza di tirar calci al pallone, qualcuno si accorge di lui, del suo talento eccezionale. E comincia l’ascesa verso il paradiso. Sì, perché nel giro di pochi anni Diego Maradona diventa un dio, capace di far urlare di gioia milioni di persone. Arrivano denaro, fama, potere. Finalmente può sistemare la sua famiglia e godersi la sua fortuna.&lt;br /&gt;Conosce Claudia, la donna della sua vita, compagna di tante battaglie. Ma, insieme a tutto questo, arriva anche l’inferno. La droga, prima di tutto. I guai fisici. La depressione. L’obesità. I tradimenti. I nemici. E principalmente, la dipendenza da quella maledetta polvere bianca che consuma mente e fisico in modo inesorabile.&lt;br /&gt;“Maradona, la mano di dios”, ultimo film di Marco Risi, racconta questa storia, la parabola di un uomo pieno di contraddizioni, esuberante, eccessivo, ma anche sincero e generoso. Un uomo forte e debole allo stesso tempo, capace di veri sentimenti e grandi aberrazioni, ben interpretato dal bravo Marco Leonardi del quale non sfugge una certa somiglianza con il vero Maradona.&lt;br /&gt;Marco Risi cerca di scavare all’interno del personaggio Maradona per riscoprire l’uomo Diego. Ma questo film rende omaggio al mito del calciatore più straordinario di tutti i tempi con un approccio eccessivamente benevolo nei confronti dei molti, troppi sbagli che Maradona ha fatto nel corso degli anni.&lt;br /&gt;Forse non si può perdonare sempre tutto, anche ad un uomo che ha toccato con i piedi la gloria della storia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-7885919138112334945?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/7885919138112334945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=7885919138112334945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/7885919138112334945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/7885919138112334945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/marco-risi-gioca-la-carta.html' title='Marco Risi gioca la carta dell&apos;agiografia'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-kdca2nKI/AAAAAAAAACk/yQOi4oDjhyU/s72-c/maradona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-625902125917319782</id><published>2007-04-01T09:00:00.000+02:00</published><updated>2007-04-01T14:40:35.388+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Il ritorno di Cappuccio con l'inedita Coppia Volo-Davoli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-n4Ma2nLI/AAAAAAAAACs/TdmBiam2QwA/s1600-h/unosudue.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-n4Ma2nLI/AAAAAAAAACs/TdmBiam2QwA/s320/unosudue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048438291153984690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Franco Cicero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Forse non è una semplice coincidenza che due film italiani, usciti a distanza ravvicinata, mettano in evidenza un timore che sembra essere alquanto diffuso: quello di perdere, inopinatamente, uno stato di benessere. Sia in “Uno su due”, infatti”, che in “Saturno contro” di Ferzan Ozpetek, i protagonisti, ancora giovani, vengono colpiti da malori improvvisi. È un segno – senza addentrarsi su percorsi sociologici – di una pressante incertezza nel futuro. Ma è anche uno strumento narrativo per far vedere ogni cosa da una nuova prospettiva e per consentire la scoperta dei veri valori della vita.&lt;br /&gt;Il protagonista di “Uno su due” è un rampante avvocato genovese, Lorenzo, piuttosto spregiudicato negli affari e nei sentimenti. Orgogliosamente “single”, non intende ufficializzare il rapporto con la sua fidanzata; non nutre un’autentica amicizia nei confronti del fedele socio e non si cura di frequentare la propria sorella. Proprio alla vigilia della firma di un succulento contratto, l’avvocato sviene di colpo, in piena strada.&lt;br /&gt;Si risveglia in una stanza d’ospedale. Ha avuto un problema al cervello. Quanto grave non si sa: bisogna attendere l’esito della biopsia. Purtroppo, invece, la sorte del suo vicino di letto, Giovanni, è già segnata: è lui quell’“uno su due” condannato dalle statistiche mediche. È un camionista, tutt’altro che colto o raffinato, però animato – nonostante la prognosi infausta – da una sincera vitalità. Giovanni ha un segreto: è divorziato e ha una figlia, che vive in Umbria con la madre. La vorrebbe rivedere, ma non ha il coraggio di chiamarla.&lt;br /&gt;Lorenzo si consuma nella prolungata attesa dei risultati delle analisi, finché non comprende di avere una priorità, quasi più importante della propria salute: trovare la figlia di Giovanni.&lt;br /&gt;L’idea del film non è nuova, ma certamente si rigenera con varianti originali. Il soggetto, premiato col Solinas nel 2001, è diventato sceneggiatura attraverso il lavoro di addirittura cinque autori (Eugenio Cappuccio, Fabio Volo, Massimo Gaudioso, Francesco Cisco e Michele Pellegrini), cosa che crea qualche farraginosità, ma assicura una serie di dialoghi molto credibili.&lt;br /&gt;Il regista Cappuccio ha esordito, dieci anni fa, con lo spiritoso “Il caricatore” diretto assieme a Gaudioso e Fabio Nunziata (che stavolta cura il montaggio). Nel 2004 ha descritto la spietatezza del mondo del lavoro in “Volevo solo dormirle addosso”, che è la faccia “cattiva” di “Uno su due”, i cui pregi maggiori sono invece i momenti di altissima umanità, soprattutto nelle scene ospedaliere. Nel finale, però, ha un andamento “rattenuto” (secondo il neologismo creato nel film, fondendo trattenuto e rattrappito) che tuttavia non ne compromette l’esito ampiamente positivo, al quale danno un contributo la bella fotografia di Gian Filippo Corticelli, che svela il fascino di Genova, e le musiche di Francesco Cerasi.&lt;br /&gt;A tutto tondo le prove degli attori, a partire dai pregnanti ruoli minori, con la ritrovata Agostina Belli (l’ex moglie di Giovanni), la promettente Tresy Taddei (la figlia), Pino Calabrese (il primario), Francesco Crescimone (il ricoverato siciliano) e Paola Rota (la sorella di Lorenzo); per proseguire con gli ottimi comprimari Antica Caprioli (la fidanzata di Lorenzo) e Giuseppe Battiston (il socio). Fino ad arrivare, dulcis in fundo, all’inedita coppia formata da Fabio Volo (Lorenzo) e Ninetto Davoli (Giovanni). Il trentacinquenne Fabio Volo è ormai un interprete di qualità, che dopo la parentesi umoristica di “Manuale d’amore 2”, torna, superandoli, agli stati d’animo dei film con D’Alatri (“Casomai” e “La febbre”). Il cinquantanovenne Ninetto Davoli apre una nuova fase della sua carriera, da alter ego di Pasolini a sapiente dispensatore di emozioni, e alla “Festa di Roma” ha meritatamente vinto un premio speciale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-625902125917319782?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/625902125917319782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=625902125917319782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/625902125917319782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/625902125917319782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/04/il-ritorno-di-cappuccio-con-linedita.html' title='Il ritorno di Cappuccio con l&apos;inedita Coppia Volo-Davoli'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg-n4Ma2nLI/AAAAAAAAACs/TdmBiam2QwA/s72-c/unosudue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-2309971112626328155</id><published>2007-03-25T11:28:00.000+02:00</published><updated>2007-03-25T11:32:51.003+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Anticipazioni: se a lanciarsi in un "Liscio" è Laura Morante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgZBDS_PPwI/AAAAAAAAACI/BP7zUzfgLwg/s1600-h/SCUOLA0151.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgZBDS_PPwI/AAAAAAAAACI/BP7zUzfgLwg/s320/SCUOLA0151.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045791957407710978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di Marzia Apice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presentato alla prima edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma nella sezione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alice nella città&lt;/span&gt;, “Liscio” è il secondo lungometraggio di Claudio Antonini, giovane regista romano con un passato da ex calciatore professionista.&lt;br /&gt;La musica del film appartiene tutta al popolare genere del liscio, emblema di solarità, ma anche di malinconia e semplicità.&lt;br /&gt;l liscio ben si presta a far da sfondo alla storia di Monica (Laura Morante) e Raul (Umberto Morelli), rispettivamente madre e figlio, in perenne sfida fra di loro.&lt;br /&gt;Monica porta avanti la tradizione musicale del padre morto, cantando la sera nelle balere. Ma non è contenta né del lavoro né della propria vita sentimentale, completamente confusionaria e superficiale. Raul, che ha dodici anni ma è già molto maturo, è stanco di vedere la madre in balia di uomini sempre diversi; vorrebbe quindi trovarle il compagno ideale.&lt;br /&gt;Il candidato perfetto potrebbe essere il professor Medri (Antonio Catania) che insegna musica nella sua scuola. Ma l’incontro tra i due non avrà gli effetti sperati.&lt;br /&gt;La colonna sonora accompagna tutte le immagini del film, divenendo spesso la principale protagonista. Laura Morante si trova coinvolta in molte performance canore in stile balera, anche se, a dirla tutta, la sua immagine sofisticata (nonostante l’aiuto di trucco e costumi…) è ancora lontana dal rappresentare la vera cantante di liscio.&lt;br /&gt;Bravi tutti gli attori bambini, impegnati nel complesso tentativo di spiegare ai grandi (che evidentemente l’hanno dimenticato!) quanto sia faticoso diventare adulti.&lt;br /&gt;“Liscio”, nei cinema dal 29 marzo, racconta una storia semplice e delicata: buoni sentimenti e piccoli e grandi dispiaceri all’interno di un difficile rapporto tra una madre ancora immatura e un figlio già troppo cresciuto per la sua età.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-2309971112626328155?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/2309971112626328155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=2309971112626328155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/2309971112626328155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/2309971112626328155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/03/anticipazioni-se-lanciarsi-in-un-liscio.html' title='Anticipazioni: se a lanciarsi in un &quot;Liscio&quot; è Laura Morante'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgZBDS_PPwI/AAAAAAAAACI/BP7zUzfgLwg/s72-c/SCUOLA0151.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-501526001281414811</id><published>2007-03-25T10:23:00.000+02:00</published><updated>2007-03-25T10:30:39.910+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>"Saturno contro" più che un grande freddo all'italiana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgYxxy_PPuI/AAAAAAAAAB4/wbaakhODR50/s1600-h/saturno+contro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgYxxy_PPuI/AAAAAAAAAB4/wbaakhODR50/s320/saturno+contro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045775164085583586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Franco Cicero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’opposizione zodiacale di Saturno, come ben sa chi si occupa di astrologia, è foriera di presagi negativi. Infatti, il salto narrativo nel nuovo film di Ferzan Ozpetek è legato a una morte improvvisa. Come avveniva nel film che, sei anni fa, aprì al regista di origine turca le porte del grande pubblico: “Le fate ignoranti”.&lt;br /&gt;Ma stavolta la repentina scomparsa colpisce un personaggio  centrale, al quale tocca introdurre la vicenda con la sua voce fuori campo. Inoltre, a differenza di quasi tutti i film di Ozpetek (da “Hamam – Il bagno turco” e “Harem suaré” a “La finestra di fronte” e “Cuore sacro”), non c’è una sovrastante figura femminile che scopre nuove realtà o antiche verità.&lt;br /&gt;Invece in “Saturno contro” prevalgono nettamente la coralità dell’insieme e il tempo presente. La tragedia imprevedibile getta nel dolore una comunità di carissimi amici. Ma la rielaborazione del lutto per chi è venuto prematuramente a mancare va al di là della riproposizione all’italiana del “Grande freddo”. È, piuttosto, l’esaltazione di un legame di amicizia che si rinsalda collettivamente anche se nei rapporti tra le singole individualità (ad esempio, una moglie scopre che il marito la tradisce) possono avvenire rotture.&lt;br /&gt;Ozpetek, quarantottenne, da trent’anni in Italia, giunto al sesto film in un decennio, muove la sua cinepresa con assoluta padronanza ed evidente piacere tra le dinamiche del gruppo di amici nella Roma di oggi in cui convivono con assoluta naturalezza donne e uomini, etero e gay, single e coniugi, ultraquarantenni e giovani. E la sua firma d’autore si evidenza in precise sequenze, come l’incontro tra la moglie e il marito con l’amante; oppure la partita finale di ping pong che riecheggia il tennis di “Blow up” di Antonioni. Ancora una volta, la cura formale è merito dei fedelissimi Gianfilippo Corticelli alla fotografia e Patrizio Marone al montaggio. Mentre inedito è l’apporto musicale di “Neffa” (Giovanni Pellino).&lt;br /&gt;La sceneggiatura, scritta – come è tradizione -  dallo stesso Ozpetek assieme a Gianni Romoli  (che è, al solito, anche il produttore del film con Tilde Corsi) risulta di assoluta attualità, forse al di là delle stesse intenzioni originarie: si scorgono facilmente, infatti, riferimenti ai Dico o all’accanimento terapeutico. Segno, però, non di una furbizia commerciale, bensì di una testimonianza di quanto certe problematiche siano presenti nella vita quotidiana.&lt;br /&gt;La cosa veramente bella del film è tuttavia la prova d’insieme degli interpreti.&lt;br /&gt;Ozpetek conferma di essere un sensibile direttore di attori, molto puntuale nel disegnare le rispettive personalità e nell’offrire dei dialoghi assai credibili. In più, stavolta si rivela un abile selezionatore di un cast in cui vengono fatti convivere perfettamente attori di provenienza televisiva, come Ambra Angiolini (la più sorprendente, in un ruolo difficile), Luca Argentero (ormai affidabile e più incisivo che in “A casa nostra”), Michelangelo Tommaso (di sicure potenzialità) e Lunetta Savino che lascia il segno in una parte di “colore”; con l’immancabile Serra Yilmaz (“ruspante” connazionale del regista) e con interpreti di estrazione teatrale, come l’esperto Luigi Diberti e l’emergente Filippo Timi; fino a quelli di celebrata esperienza cinematografica, come Stefano Accorsi e Margherita Buy (rinnovati e convincenti, pur chiamati a interpretare ruoli già sperimentati), Pierfrancesco Favino (in grande evidenza), Ennio Fantastichini (sensibile con intelligenza), la felicemente recuperata Isabella Ferrari e la dolente, efficacissima, Milena Vukotic.&lt;br /&gt;Tutti da accomunare con una lode collettiva.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-501526001281414811?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/501526001281414811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=501526001281414811' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/501526001281414811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/501526001281414811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/03/saturno-contro-pi-che-un-grande-freddo.html' title='&quot;Saturno contro&quot; più che un grande freddo all&apos;italiana'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgYxxy_PPuI/AAAAAAAAAB4/wbaakhODR50/s72-c/saturno+contro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-6345171090839314478</id><published>2007-03-23T18:00:00.000+01:00</published><updated>2007-03-25T11:09:55.804+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Cartoons on the Bay trasloca a Salerno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgY7Py_PPvI/AAAAAAAAACA/67A-6P5DIag/s1600-h/icon_cartoon.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgY7Py_PPvI/AAAAAAAAACA/67A-6P5DIag/s320/icon_cartoon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045785575086309106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La più importante vetrina dell’animazione televisiva ritorna alla ribalta con un cambio di scena.&lt;br /&gt;A far da cornice alla manifestazione di RaiTrade &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“Cartoons on the Bay”&lt;/span&gt; non sarà più Positano, ma la meno modaiola e glamour Salerno.&lt;br /&gt;Dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;19 al 22 aprile 2007&lt;/span&gt; quindi il capoluogo di provincia campano diverrà la capitale mondiale dell’animazione. Autori, professionisti del settore, buyers, distributori, editori multimediali e giornalisti non solo italiani negli ultimi anni  hanno decretato Cartoons on the Bay, come una delle manifestazioni di punta nel campo dell’animazione. Merito di ospiti e giuria di alto profilo e di un programma davvero ben calibrato.&lt;br /&gt;Per l’undicesima edizione della rassegna, la giuria internazionale, chiamata ad assegnare i prestigiosi Pulcinella Awards, realizzati dal maestro dell'animazione italiana Emanuele Luzzati recentemente scomparso, sarà composta da  Wolfgang Wegmann - Westdeutscher Rundfunk (WDR), Germania, Jan-Willem Bult - KRO Youth TV, Olanda, Beth Gardiner - Playhouse Disney, Stati Uniti, Céline Limorato - France 5, Francia,  e Maurizio Forestieri - regista, Italia.&lt;br /&gt;In quattro giorni sfileranno a Salerno 162 programmi provenienti da 30 Paesi, che vanno dagli Stati Uniti  al Canada, fino a Francia, Germania e Italia. Spiccano quest’anno le candidature di Estonia, Croazia, Israele, Polonia, Singapore e di Taiwan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le opere  che hanno già fatto parlare di sé c’è “Starveillance”, film in concorso nella sezione dedicata a tutte le età del Festival, che insinua uno sguardo indiscreto nella segreta, o meglio immaginaria, vita privata delle Star di Hollywood.&lt;br /&gt;C’è poi molta attesa per  “Anna and the moods”, programma in concorso nella categoria Tv special, che vanta le voci della cantante Bjork, Damon Albarn dei Blur e Terry Jones dei Monty Python.&lt;br /&gt;Si animano, invece, direttamente dalle vignette di amatissimi fumetti i programmi “Rat-man”, “Rahan, son of the Dark Age” e “Uffa, che Pazienza”, dai fumetti di Andrea Pazienza, mentre rivisita la classica fiaba di Pierino e il lupo il Tv special “Peter and the wolf” con la meravigliosa musica di Prokofiev eseguita dall’Orchestra Philharmonia.&lt;br /&gt;Ritornano noti animatori come Fusalo Yusaki, con il suo Peo alle prese con le opere d’arte in “Peo Gallery”, e Bill Plympton, con il sequel del candidato all’Oscar Guard Dog.&lt;br /&gt;Ma Cartoon on the Bay è anche un’importante vetrina per  giovani animatori, come i ragazzi del CSC, che proprio a Salerno debutteranno con “Wives Supermarket”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-6345171090839314478?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/6345171090839314478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=6345171090839314478' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/6345171090839314478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/6345171090839314478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/03/cartoons-on-bay-trasloca-salerno.html' title='Cartoons on the Bay trasloca a Salerno'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RgY7Py_PPvI/AAAAAAAAACA/67A-6P5DIag/s72-c/icon_cartoon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-2981942508150369322</id><published>2007-03-16T18:00:00.000+01:00</published><updated>2007-03-16T14:39:39.784+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Scambio di culle alla Ficarra e Picone</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RfqdEut_AfI/AAAAAAAAABw/fSiQ0A7Wqdk/s1600-h/ficarrapicone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5042515437380633074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RfqdEut_AfI/AAAAAAAAABw/fSiQ0A7Wqdk/s320/ficarrapicone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;di Marzia Apice&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il 7 e l’8 sono solo numeri, senza significato né importanza. E se invece fossero molto di più?&lt;br /&gt;Siamo a Palermo: in una tempestosa notte del 1975, a causa di questi due semplici numeri, accade in una clinica qualcosa in grado di sconvolgere le future vite di due neonati che, più di trenta anni dopo, pur essendo apparentemente diversi come il giorno e la notte, scopriranno di avere in comune molto più di quello che in realtà credono.&lt;br /&gt;Straordinario esempio di commedia all’italiana trapiantata nei giorni nostri, “Il 7 e l’8” è il nuovo film firmato da un inedito trio, la coppia Ficarra &amp; Picone e Giambattista Avellino.&lt;br /&gt;I due comici siciliani, oltre che registi anche attori protagonisti della pellicola, danno vita ad un insieme esilarante di gag in perfetto equilibrio con una vicenda dai toni delicati, in cui la risata lascia spazio anche al sentimento e alla riflessione.&lt;br /&gt;Lo spettatore viene accompagnato con grande leggerezza lungo tutto lo scorrere del film in un viaggio prima di tutto umano, in cui, grazie alla storia ben costruita, il ritmo resta costante e i personaggi sono delineati da una caratterizzazione forte che li rende efficaci e veri.&lt;br /&gt;Il tutto sempre rispettando l’ormai famoso stile di Ficarra &amp;amp; Picone, stravagante e affiatatissimo duo che ci ha abituati ad un registro comico divertente perché spontaneo e mai forzato.&lt;br /&gt;Un’ultima osservazione: oltre alla convincente regia, è davvero degno di elogio il cast del film, formato da nomi del calibro di Arnoldo Foà, Remo Girone, Tony Sperandeo e Andrea Tidona.&lt;br /&gt;“Il 7 e l’8” è un buon esempio di quel cinema italiano di talento che sfortunatamente spesso si nasconde, rimanendo per troppo tempo lontano dalle nostre sale.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-2981942508150369322?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/2981942508150369322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=2981942508150369322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/2981942508150369322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/2981942508150369322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/03/scambio-di-culle-alla-ficarra-e-picone.html' title='Scambio di culle alla Ficarra e Picone'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RfqdEut_AfI/AAAAAAAAABw/fSiQ0A7Wqdk/s72-c/ficarrapicone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-5921831597075724599</id><published>2007-03-15T16:16:00.000+01:00</published><updated>2007-03-15T16:27:17.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Con "L'albero della vita" torna Aronofsky</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rfllsut_AdI/AAAAAAAAABg/UjbqDtVDeC4/s1600-h/16.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5042173076947534290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rfllsut_AdI/AAAAAAAAABg/UjbqDtVDeC4/s320/16.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;di Marzia Apice&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Destinato sicuramente a dividere pubblico e critica "L'albero della vita – The Fountain", terzo film di Darren Aronofsky, arriva nelle sale a partire dal 16 marzo, dopo una lunghissima gestazione.&lt;br /&gt;Pare infatti che il regista abbia avuto l'idea cardine del film nel lontano 1999 mentre era seduto al tavolo di un ristorante, e che l'abbia romanticamente appuntata sopra un tovagliolo per non dimenticarla.&lt;br /&gt;Hugh Jackman e Rachel Weisz (compagna del regista) si trovano ad affrontare diversi personaggi, anche se in fondo interpretano sempre lo stesso ruolo. Gli attori sono bravi ed espressivi, ma non degnamente supportati da una storia che si rivela pretestuosa e non all'altezza di parlare di temi quali il senso della vita e della morte.&lt;br /&gt;La trama si snoda lungo tre epoche per narrare il disperato tentativo di un uomo di salvare la donna che ama. Dapprima siamo nella Spagna del XVI secolo: il guerriero Thomas, per proteggere la propria regina, cerca la Fontana della Giovinezza che, secondo una leggenda Maya, dovrebbe donare l'immortalità.&lt;br /&gt;Poi si passa al giorno d'oggi, in cui il guerriero diventa Tommy Creo, uno scienziato che si impegna giorno e notte per trovare una cura che possa guarire il cancro che sta uccidendo la moglie. Infine, Tommy si trasforma in Tom, un astronauta del XXVI secolo che, all'interno di una navicella spaziale che sembra una bolla di sapone, viaggia nello spazio alla ricerca della propria verità.&lt;br /&gt;Più si va avanti nella visione del film, più tutto si mescola e assume contorni poco chiari. Il messaggio profondo dell'amore immortale, della serenità nell'affrontare la morte, della possibilità di rinascere a nuova vita perde forza perché inserito in un calderone di immagini fredde e troppo scollegate tra di loro per essere davvero incisive.&lt;br /&gt;Il pubblico amante della tecnologia troverà pane per i propri denti, dal momento che grande è stato il dispiego di effetti speciali utilizzati in tutta la pellicola. Da apprezzare inoltre la scelta di curare molto i costumi e di distinguere passato, presente e futuro attraverso una certa diversità cromatica.&lt;br /&gt;Film a tratti contorto a tratti banale, troppo altisonante e forse non così comunicativo come avrebbe desiderato il regista, "L'albero della vita – The Fountain" non convince fino in fondo e, dopo "Requiem for a dream", (2000) l'aspettativa che circondava Aronofsky purtroppo è stata delusa. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-5921831597075724599?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/5921831597075724599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=5921831597075724599' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5921831597075724599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5921831597075724599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/03/con-lalbero-della-vita-torna-aronofsky.html' title='Con &quot;L&apos;albero della vita&quot; torna Aronofsky'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rfllsut_AdI/AAAAAAAAABg/UjbqDtVDeC4/s72-c/16.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-6140504121542854161</id><published>2007-03-14T16:31:00.000+01:00</published><updated>2007-04-01T09:43:36.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>Borat, una lunga candid camera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg9ijsa2nII/AAAAAAAAACU/m7zuyM4GBk0/s1600-h/borat.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg9ijsa2nII/AAAAAAAAACU/m7zuyM4GBk0/s320/borat.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048362072664349826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;di Marzia Apice&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il trash, si sa, piace a molti. Così come attraggono in modo irresistibile l'anticonformismo, l'inciviltà, la spregiudicatezza, il cinismo.&lt;br /&gt;Tutto questo è "Borat", con qualcosa in più.&lt;br /&gt;Il film, diretto da Larry Charles e creato dalla fervida inventiva del comico britannico Sacha Baron Cohen (noto per aver creato il personaggio di Ali G che dà il nome al divertente show in onda in Inghilterra e in America), ha diviso il pubblico e i critici in grandi estimatori o autentici denigratori dell'oramai famosissimo (finto) reporter kazako Borat Sagdiyev.&lt;br /&gt;Partito alla volta degli Stati Uniti per girare un documentario sugli usi e costumi americani e per far conoscere il Kazakistan, Borat modifica i suoi piani in corso d'opera, non appena cioè scopre Pamela Anderson in tv.&lt;br /&gt;Partendo da New York e sempre in compagnia dell'obeso produttore, della valigia di cartone e della gallina kazaka, decide di attraversare a bordo di un improbabile pulmino tutta l'America per arrivare in California, rapire l'amata, portarla in Kazakistan e poi prenderla in sposa, coronando così il suo sogno d'amore.&lt;br /&gt;Può essere uno spunto originale (soprattutto dal punto di vista produttivo) realizzare un finto documentario on the road con (ignari) attori, presi dalla strada come testimoni della grottesca assurdità di Borat e, allo stesso tempo, inconsapevoli esponenti delle contraddizioni dell'american way of life.&lt;br /&gt;Misoginia, antisemitismo, discriminazione, cattiveria trasudano da ogni minuto del film. Ma non graffiano, non fanno male. Magari fanno sorridere le numerose situazioni imbarazzanti, a volte strappano una risata. Alla lunga forse annoiano.&lt;br /&gt;Perché, con ogni probabilità, scostando il velo della commedia dissacrante non c'è molto di più da scoprire, né scottanti tematiche sociali da analizzare sotto la lente del politically uncorrect.&lt;br /&gt;Diciamolo francamente, una candid camera della durata di 82 minuti non può non stancare, soprattutto quando il ritmo, la verve comica, i guizzi di genio tendono a scemare a mano a mano che si procede con la visione della pellicola.&lt;br /&gt;E in questa "stanchezza" del film ha verosimilmente giocato un ruolo importante anche la scelta quasi obbligata del doppiaggio, una necessità determinata dal fatto che in Italia il pubblico è poco avvezzo alla lettura dei sottotitoli. Senza nulla togliere alla professionalità di Tonino Accolla, direttore del doppiaggio, e allo straordinario talento di Pino Insegno, voce italiana di Borat, forse mai come in questo caso, si sarebbe dovuta rispettare la lingua originale.&lt;br /&gt;Borat è un film da vedere, ma senza dimenticare l'enorme battage pubblicitario che lo supporta. L'idea del film è buona e ha una certa originalità, ma la decisione della casa di produzione di non realizzarne un seguito non credo ci farà disperare più di tanto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come a dire: il troppo stroppia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-6140504121542854161?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/6140504121542854161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=6140504121542854161' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/6140504121542854161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/6140504121542854161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/03/borat-una-lunga-candid-camera.html' title='Borat, una lunga candid camera'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg9ijsa2nII/AAAAAAAAACU/m7zuyM4GBk0/s72-c/borat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-3737462013912665827</id><published>2007-02-26T00:24:00.000+01:00</published><updated>2007-02-25T21:36:34.096+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Dopo due edizioni romane, i Nastri tornano a Taormina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/ReGExJf1v4I/AAAAAAAAAAw/c7uTgzywjCg/s1600-h/taormina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/ReGExJf1v4I/AAAAAAAAAAw/c7uTgzywjCg/s320/taormina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5035451838274846594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Sabina Prestipino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Saranno consegnati la sera di sabato 23 giugno al Teatro Antico di Taormina. I nastri d'Argento 2007, dopo due edizioni romane, ritornano quindi nel luogo dove hanno vissuto una lunga stagione memorabile.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Il premio dei giornalisti cinematografici chiuderà infatti l'appuntamento che Taormina Arte dedica al cinema, offrendo, non solo ai film premiati ma a tutto il cinema italiano,  un'occasione strategica per tentare ancora una volta quel prolungamento della stagione con il quale l'industria potrebbe accendere gli schermi anche d'estate" si legge in una nota diffusa dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, presieduto da Laura Delli Colli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno  nella località turistica siciliana dei Nastri coincide anche con una sorta di "new deal" del festival di Taormina, la cui direzione artistica quest'anno è stata affidata a Deborah Young, critica di "Variety". E non è un caso: in effetti che tra Laura Delli Colli e Felice Laudadio, il precedente direttore artistico della rassegna taorminese, non corresse buon sangue non è mai stato un mistero. Da qui la decisione del direttivo del SNGCI nel 2005 di ritirarsi a Taormina, per tenere la serata di premiazione a Roma, dove peraltro ha sede il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici.&lt;br /&gt;Per quanto affascinante sia la capitale, tuttavia  Roma non ha mai offerto una cornice di pari appeal a quella unica del Teatro Antico di Taormina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la formazione delle candidature ai Nastri d’argento saranno presi in  esame i film usciti durante tutto il 2006 e fino al 31 marzo 2007.&lt;br /&gt;Sabato  14 aprile è prevista a Roma la presentazione ufficiale delle "cinquine" e all'inizio di giugno l'annuncio dei vincitori che il 23 giugno riceveranno i Nastri d’argento a Taormina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-3737462013912665827?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/3737462013912665827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=3737462013912665827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/3737462013912665827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/3737462013912665827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/02/dopo-due-edizioni-romane-i-nastri.html' title='Dopo due edizioni romane, i Nastri tornano a Taormina'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/ReGExJf1v4I/AAAAAAAAAAw/c7uTgzywjCg/s72-c/taormina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-999301045852823469</id><published>2007-02-25T14:07:00.000+01:00</published><updated>2007-02-25T14:12:41.169+01:00</updated><title type='text'>Oscar al countdown</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/ReGKrJf1v5I/AAAAAAAAAA8/IPHK7ItJvwY/s1600-h/morricone.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/ReGKrJf1v5I/AAAAAAAAAA8/IPHK7ItJvwY/s320/morricone.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5035458332265398162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Franco Cicero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’eterno perdente Martin Scorsese con “The Departed” contro il rampante messicano Alejandro Gonzalez Iñarritu di “Babel”: sarà questo il duello di questa notte degli Oscar, con il glorioso Clint Eastwood (“Letters from Iwo Jima”) e il britannico Stephen Frears (“The Queen”) pronti a tentare il colpo vincente. Previsioni rispettate, ma con più di una sorpresa, tra i nominati alla 79. cerimonia degli Oscar che si svolge il 25 febbraio a Los Angeles.&lt;br /&gt;L’annuncio ufficiale delle candidature principali è toccato a  fine gennaio ad un’emozionatissima Salma Hayek, messicana purosangue che sfiorò l’Oscar come attrice per “Frida”, davvero esaltata nel poter snocciolare un numero record di candidature per la cinematografia del suo Paese. E’ il Messico, infatti, il trionfatore delle nomination, grazie ai registi Iñarritu (in corsa per ben sette statuette con  il suo intrigante “Babel”), Guillermo Del Toro (sei candidature per l’affascinante “Il labirinto del fauno”, tra cui quella a miglior film straniero) e Alfonso Cuarón (tre per “I figli degli uomini”). E da buona latina, Salma Hayek ha esultato anche annunciando l’inserimento nella cinquina delle migliori attrici della spagnola Penelope Cruz per “Volver”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma, prima grande sorpresa, il film di Pedro Almodovar non risulta tra le pellicole straniere, dove invece spicca, oltre al “Labirinto del fauno”, “Water” di produzione canadese ma con la regia dell’indiana Deepa Mehta, lungamente applaudita nel giugno scorso al Taormina FilmFest. Si sapeva già, in questa categoria, dell’esclusione di “Nuovomondo” di Crialese; però l’Italia può festeggiare la presenza della fantastica costumista Milena Canonero, già nominata altre sette volte e vincitrice di due Oscar (per “Barry Lyndon” e “Momenti di gloria”), stavolta in lizza per il controverso “Marie Antoinette” di Sofia Coppola, e la nomination congiunta degli ottimi truccatori Aldo Signoretti (già nominato per “Moulin Rouge”) e Vittorio Sodano, artefici del make-up dell’altrettanto controverso “Apocalypto” di Mel Gibson. Oltre, naturalmente, alla festa speciale per Ennio Morricone.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tornando alle categorie principali, il semplice dato numerico indica che il primato delle nomination dell’anno, otto, tocca al film musicale “Dreamgirls” di Bill Condon. Ma è solo un’illusione: tre, infatti, sono candidature nella medesima categoria, quella della migliore canzone originale, e quindi si elideranno a vicenda. “Dreamgirls” ha poi Eddie Murphy e Jennifer Hudson come non protagonisti e altre tre indicazioni strettamente tecniche. Insomma, non concorre a statuette “pesanti”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Invece potrebbe finalmente essere la volta del sospirato Oscar alla regia di Martin Scorsese. Ma il regista italoamericano è ormai abituato a perdere, come avvenne due anni fa con “The Aviator” proprio contro Clint Eastwood che allora sfoggiava “Million Dollar Baby” e adesso si gode quattro nomination per “Letters from Iwo Jima” (tra cui film e regia), più due tecniche per “Flags of our father”. Per Scorsese, sulla carta, i presagi non sono dei migliori, a conferma del trattamento ostico da sempre riservatogli dai votanti dell’Academy. Infatti “The Departed” corre con appena cinque nomination, pur pesantissime: film, regia, montaggio, sceneggiatura e attore non protagonista che però non è, altra sorpresa, Jack Nicholson, bensì il più giovane Mark Wahlberg. Né per “The Departed” è candidato Leonardo Di Caprio tra i protagonisti, che però può aspirare per la terza volta alla conquista della statuetta con “Blood Diamond”, altro film con cinque nomination. Ma a sbarragli la strada – come avvenuto ai Golden Globe – c’è lo straordinario Forest Whitaker protagonista dell’”Ultimo re di Scozia”. E tra i cinque attori principali, con anche Peter O’Toole (“Venus”) e Ryan Gosling (“Half Nelson”), fa la sua bella figura Will Smith per “La ricerca della felicità” del nostro Gabriele Muccino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Assai prestigiosa anche la cinquina delle attrici protagoniste, ma qui l’Oscar sembra scontato che andrà ad Helen Mirren, strepitosa interprete di “The Queen”, il film di Frears che grazie a lei può vantare sei prestigiose nomination. La Mirren nei panni di Elisabetta II ha finora vinto tutti i premi dell’anno. A tentare di contrastarla, oltre alla Cruz, ci sono Kate Winslet (che contribuisce alle tre nomination di “Little children”), Judi Dench (che accompagna le quattro candidature di “Diario di uno scandalo”, tra cui la non protagonista Cate Blanchett) e la sempre smagliante Meryl Streep che con “Il diavolo veste Prada” tocca il record di 14 nomination (con due vittorie), l’unica che può battere la Mirren.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Infine, tra le note positive va salutata la inaspettata performance del godibile “Little Miss Sunshine”, che piazza quattro segnalazioni: film, sceneggiatura, il non protagonista Alan Arkin e la giovanissima non protagonista Abigail Breslin ma purtroppo non la regia di Jonathan Dayton e Valerie Faris. Bene anche l’inglese Paul Greengrass che si inserisce tra i cinque migliori registi per “United 93” (ma non la spunta tra i migliori film). E bene, tra i cartoni animati, per “Cars” che dovrà vedersela con “Happy Feet” e “Monster House”. Delusione invece per il comico “Borat” (solo la sceneggiatura), l’ambizioso “The prestige” (scenografia e fotografia), “Black Dahlia” (solo la fotografia) e “I pirati dei Caraibi” che ha sì quattro nomination però prettamente tecniche. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A conti fatti, tanti film in lizza ma nessuno con un numero esorbitante di nomination. E’ la conferma che nel 2006 non c’è stata una pellicola in grado di mettere d’accordo tutti e dunque i giochi sono assai aperti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-999301045852823469?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/999301045852823469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=999301045852823469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/999301045852823469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/999301045852823469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/02/oscar-al-countdown.html' title='Oscar al countdown'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/ReGKrJf1v5I/AAAAAAAAAA8/IPHK7ItJvwY/s72-c/morricone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-5363271911018341965</id><published>2007-02-20T18:30:00.000+01:00</published><updated>2007-04-01T09:46:32.835+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima visione'/><title type='text'>American dream con tocco neorealistico - Muccino goes to Hollywood</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg9jMMa2nJI/AAAAAAAAACc/W0tDhhWvvtw/s1600-h/muccino.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg9jMMa2nJI/AAAAAAAAACc/W0tDhhWvvtw/s320/muccino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048362768449051794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;di Franco Cicero&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tratto da una storia vera» è un sigillo con cui le produzioni di Hollywood spesso ritengono di mettersi il cuore in pace. In effetti, se non si sapesse che quando narrato da «La ricerca della felicità» è (più o meno) realmente accaduto, sembrerebbe di assistere a un'ennesima copia moderna di quei film sull'«America dream» che riecheggiano Frank Capra senza averne la carica favolistica. Invece è più che consolatorio sapere che esiste davvero il signor Chris Gardner che nel 1981, quando è ambientato il film, in piena era reaganiana, viveva a San Francisco pieno di speranze ma anche alle soglie della povertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo lavoro, infatti, è più che precario: venditore di apparecchiature per medici ortopedici. E non va affatto bene, con riflessi negativi sul rapporto con la stressantissima moglie. Il vero orgoglio di Chris Gardner è il suo bambino, più che sufficiente a dargli una speciale forza di volontà e l'intuizione di voler diventare agente di Borsa. Una carriera difficile, molto selettiva, che Chris deve affrontare ormai ridotto sul lastrico, costretto col suo figlioletto a contendersi un letto nel dormitorio o, peggio, ad arrangiarsi per la notte in un bagno pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna, lo dimostra la vita successiva di Gardner, talvolta la determinazione è vincente. Tuttavia, come ben annunciato dal titolo, nei momenti cruciali della vita non conta la felicità in sé, ma – appunto – la ricerca della felicità, come solennemente sottoscritto da Thomas Jefferson nella dichiarazione d'indipendenza americana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia esemplare è stata sceneggiata senza guizzi da Steven Conrad, che già l'anno scorso aveva scritto un film sugli improvvisi cambiamenti nella vita di un uomo, «The weather man» con Nicolas Cage. E il risultato sarebbe stato sostanzialmente uguale, cioè di confezione professionale, se la Columbia non avesse deciso di puntare su Gabriele Muccino. Così il quarantenne regista romano, caso assai raro tra i nostri autori, si è ritrovato a Hollywood e ha saputo portare un tocco della visione europea delle cose. A partire dal nostro glorioso neorealismo, citato in maniera trasparente con evidenti riferimenti soprattutto a «Ladri di biciclette» di Vittorio De Sica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, nell'ambito di una produzione hollywoodiana ferreamente strutturata, il regista dell'«Ultimo bacio» e «Ricordati di me» non ha potuto agire del tutto come a casa propria. Ma si è ben ritrovato nei movimenti della cinepresa (la fotografia è di Phedon Papamichael, il montaggio di Hughes Winborne, Oscar per «Crash») e ha saputo sottolineare certi spunti già sperimentati nella sua produzione, come le affannate corse del protagonista, la perdita delle certezze, il rinnovato senso di responsabilità e in particolare il contrasto coniugale, ben reso nella sequenza della lite di Chris con la moglie (la brava Thandie Newton), ricorrendo all'enfasi musicale di Andrea Guerra e alla corretta ricostruzione d'epoca dello scenografo J. Michael Riva e della costumista Sharen Davis. Tante altre cose, invece, restano sullo sfondo, come ad esempio la qualità professionale di Chris, affidata soltanto ai momenti in cui dimostra di saper completare il «cubo di Rubik» e di saper aggiustare il macchinario che deve vendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, a far sorvolare su eventuali incongruità del copione ci pensa l'interpretazione di Will Smith, che è tornato a conquistare le nomination come miglior attore al Golden Globe e all'Oscar cinque anni dopo «Alì» di Michael Mann. Giunto a ridosso della quarantina, Will Smith, reduce dal ruolo brillante in «Hitch» dell'anno scorso, appare proprio deciso a consolidarsi come attore drammatico. Ne ha tutte le capacità e in più stavolta si fa apprezzare per la sensibilità con cui duetta col suo reale figlio Jaden, di otto anni, senza carinerie ma con spontaneo affetto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-5363271911018341965?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/5363271911018341965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=5363271911018341965' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5363271911018341965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/5363271911018341965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/02/american-dream-con-tocco-neorealistico.html' title='American dream con tocco neorealistico - Muccino goes to Hollywood'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/Rg9jMMa2nJI/AAAAAAAAACc/W0tDhhWvvtw/s72-c/muccino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-538099704995758696</id><published>2007-02-04T22:49:00.000+01:00</published><updated>2007-02-03T22:53:53.329+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Piccole manie dei cinefili all’ultimo stadio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RcUENIyfbaI/AAAAAAAAAAk/je2xnKEuR84/s1600-h/dizionario_snob.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RcUENIyfbaI/AAAAAAAAAAk/je2xnKEuR84/s320/dizionario_snob.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5027429182773095842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Sabina Prestipino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204); font-style: italic;"&gt;Se custodite gelosamente il vostro sapere cinefilo quasi fosse una cultura esoterica, allora ci sono buone possibilità, che siate quegli snob che campeggiano nel titolo del volume. Se poi vi piacciono registi come Peter Greenaway – e ahimè su quest’ultimo punto mi devo costituire – il ritratto impietoso che fanno Kemp e Levi è proprio il vostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204); font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204); font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;Piccolo breviario dei tic e delle manie dei cinefili all’ultimo stadio. E’ quanto propone Sellerio con “Dizionario Snob del cinema” di David Kemp  e Lawrence Levi.&lt;br /&gt;Se custodite gelosamente il vostro sapere cinefilo quasi fosse una cultura esoterica, allora ci sono buone possibilità, che siate quegli snob che campeggiano nel titolo del volume. Se poi vi piacciono registi come Peter Greenaway – e ahimè su quest’ultimo punto mi devo costituire – il ritratto impietoso che fanno Kemp e Levi è proprio il vostro.&lt;br /&gt;Il corrispettivo buono dello snob cinefilo è il “patito di cinema”, quello che i due autori definiscono l’infaticabile entusiasta alla Scorsese che prova un piacere quasi fisico nel far conoscere ai novizi “Ladri di biciclette” e i film di Powell e Pressburger.&lt;br /&gt;Al contrario il cinefilo snob è una sorta di sfigato voglioso di scrutare, commentare, riavvolgere e dissezionare ogni sequenza. Si tratta di “cervellotici che non si sanno vestire, disadattati magari con la fissazione di Douglas Sirk”.  I due autori del libro sono due giornalisti americani, uno di “Vanity Fair” e l’altro del “New York Times”, e con questo volume si propongono come via di mezzo tra la curiosità intellettuale e la morbosità del cinefilo estremo. E il nobile intento sarà pienamente raggiunto, ci dicono nella prefazione, se giunto alla fine del volume, l’amante del buon cinema non sarà più intimidito dalle parole “Espressionismo tedesco” e si deciderà a noleggiare il godibilissimo “M” di Fritz Lang e contemporaneamente non sarà attanagliato dal senso di colpa per non aver mai visto un film di Peter Greenaway.&lt;br /&gt;Quello della cinefilia snob è un fenomeno relativamente recente, che nasce a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, con l’avvento delle videocassette e dei canali via cavo. Ci sono poi di veri e propri topi di videoteche che sono pure passati dall’altra parte dello schermo, diventando registi famosi. Uno per tutti? Quentin Tarantino che tra il 1985 e il 1987 era impiegato presso la Video Archives di Manatthan Beach. E prima di lui un altro cinefilo all’ultimo stadio promosso a regista è stato Peter Bogdanovich, di cui nel volumetto troverete curiosità al limite del gossip.&lt;br /&gt;Attori, autori, movimenti cinematografici, Kemp e Levi hanno censito il cinema dalla A alla Z. Non mancano gli assenti illustri dal dizionario, come Fellini e Bergman. No, nessuna svista. “Verosimilmente il cinefilo snob sa un sacco di cose riguardo ai cineasti in questione – spiegano gli autori - ma di norma li sfotte senza pietà, considerandoli luoghi comuni del borghesuccio che vuol far l’acculturato”. Di contro nel Pantheon degli snob campeggia Antonioni.&lt;br /&gt;Comunque, che siate snob incalliti o semplici amanti della settima arte, il libro di Kemp e Levi vi divertirà svelandovi di tanto in tanto qualche piccola curiosità che magari ignoravate sui vostri beniamini.&lt;br /&gt;Un duro colpo per i cinefili snob italiani sarà apprendere che il Sundance Festival è sbeffeggiato dai loro colleghi snob d’oltreoceano, che considerano la kermesse diretta da Robert Redford da tempo asservita al potere di Hollywood. Altro che il santuario del cinema indipendente tanto mitizzato nella vecchia Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-538099704995758696?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/538099704995758696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=538099704995758696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/538099704995758696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/538099704995758696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/02/piccole-manie-dei-cinefili-allultimo.html' title='Piccole manie dei cinefili all’ultimo stadio'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RcUENIyfbaI/AAAAAAAAAAk/je2xnKEuR84/s72-c/dizionario_snob.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-4826855601853677553</id><published>2007-02-03T18:24:00.000+01:00</published><updated>2007-02-03T22:06:06.943+01:00</updated><title type='text'>Il trucco c'è, ma... The prestige</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RbOiCiOZOZI/AAAAAAAAAAY/WGr2qPYZtIs/s1600-h/prestige.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RbOiCiOZOZI/AAAAAAAAAAY/WGr2qPYZtIs/s320/prestige.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022536173878851986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Franco Cicero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Diretto da Christopher Nolan. Interpretato da Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Scarlett Johansson, David Bowie, Piper Perabo. Drammatico. Usa/Gran Bretagna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La magia, il regno dell’illusionismo. Il trucco c’è ma non si vede. Anzi, non si deve vedere. È qui che si misura la bravura degli illusionisti. È un mondo impalpabile, basato sulla leggerezza e l’abilità, tutto predisposto per stupire il pubblico, per strappargli un applauso.&lt;br /&gt;Ma dietro le quinte c’è un lavoro immenso, fatto di estenuanti allenamenti, ma anche di congegni e macchinazioni che l’occhio umano non deve cogliere per garantire il successo del numero di prestigio.&lt;br /&gt;Sono queste le armi usate nel duello a distanza, che dura tutta una vita, tra due illusionisti nell’Inghilterra di fine Ottocento: Robert Angier e Alfred Borden. Il primo è aristocratico nei modi e suadente nel rapporto con gli spettatori; l’altro è rude, però dotato di maggior talento e animato dalla brama di rischiare esercizi sempre più arditi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Erano amici, un tempo. Ma un tragico incidente li divide per sempre: Borden causa involontariamente – forse – la morte della moglie di Angier. Potrebbe sembrare l’inizio della ricerca di una vendetta a lungo temine, però non è soltanto questo: c’è, in più, la rivalità che li contrappone. Angier è più amato dal pubblico, ma si rode perché nemmeno lui riesce a svelare il trucco usato da Borden in una sensazionale esibizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le regole dell’illusionismo sono chiare: la presentazione del numero, la svolta, cioè il primo colpo di scena che lascia di stucco gli spettatori e quindi l’apoteosi, ovvero il prestigio, la conclusione eclatante. Il meno fantasioso Angier è pronto a tutto pur di carpire i segreti dell’avversario: fa ricorso anche alla scienza, il nuovo totem dell’epoca positivista. Ma Borden sembra ancora inarrivabile. Il trucco, ancora una volta, c’è.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Abile costruttore di atmosfere “noir” e inquietanti, Christoper Nolan in pochi anni e con cinque film all’attivo è già da molti considerato un autore di culto, in particolare per la sua seconda opera, “Memento”. Trentaseienne, inglese di nascita e formazione ma a proprio agio col cinema americano, Nolan si è voluto cimentare per la prima volta nell’ambientazione d’epoca e nella sua Inghilterra, dopo le esperienze negli Usa con “Insomnia” e con il kolossal “Batman Begins”.&lt;br /&gt;Ha tratto la sceneggiatura di “The Prestige”, coadiuvato dal fratello minore Jonathan, dal romanzo omonimo di Christopher Priest, che certamente offre tanti temi cari alla poetica “dark” di Nolan: la vendetta, l’antagonismo, soprattutto la questione del “doppio” di quell’altro da sé in cui ci si può specchiare ma che non si può comprendere fino in fondo. Sullo sfondo emerge evidente la metafora dello stesso mondo dello spettacolo, del cinema anzitutto, fabbrica di magia, trionfo contemporaneo dell’illusionismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nolan è assai accurato nella presentazione e nel dosaggio dei colpi di scena. Ama circondarsi di tecnici competenti con cui ha già lavorato, come il rimarchevole fotografo Wally Pfister, il montatore Lee Smith, lo scenografo Nathan Crowley, il musicista David Julyan, cui si aggiunge la costumista Joan Bergin. Il risultato è importante, pur quando sembra prevalente l’elaborazione dell’impianto complessivo. Anche agli attori viene chiesto di mettersi al servizio del “prestigio”.&lt;br /&gt;Nessun divismo, quindi, da parte dei due egregi protagonisti Hugh Jackman (Angier) e Christian Bale (Borden), quest’ultimo in piena sintonia con Nolan da “Batman Begins”.&lt;br /&gt;Né da parte di Scarlett Johansson, singolarmente di nuovo in un film sulla magia dopo “Scoop” di Woody Allen. Tra i comprimari eccellenti, Michael Caine incarna da par suo un ruolo affabulatorio, mentre David Bowie veste con compiacimento i panni di un personaggio realmente esistito, l’eccentrico scienziato Nikola Tesla storicamente avversato dal più pragmatico Thomas Alva Edison: dalla rivalità filmica delle illusioni a quella concreta delle invenzioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-4826855601853677553?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/4826855601853677553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=4826855601853677553' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/4826855601853677553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/4826855601853677553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/01/il-trucco-c-ma-prestige.html' title='Il trucco c&apos;è, ma... The prestige'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RbOiCiOZOZI/AAAAAAAAAAY/WGr2qPYZtIs/s72-c/prestige.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-202636981668905371</id><published>2007-01-21T12:20:00.000+01:00</published><updated>2007-01-21T12:23:28.339+01:00</updated><title type='text'>Per "Nuovomondo" nessuna Nomination all'Oscar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RbNNCiOZOYI/AAAAAAAAAAM/k3dos_oY8y8/s1600-h/crialese.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RbNNCiOZOYI/AAAAAAAAAAM/k3dos_oY8y8/s320/crialese.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022442715390491010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Brutta sorpresa per il nostro cinema. Nessuna delle nostre pellicole quest’anno correrà per l’Oscar.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Nuovomondo", il film di Emanuele Crialese che ha vinto il Leone d'argento a Venezia, non sarà incluso tra i candidati  agli Oscar per la migliore pellicola straniera.&lt;br /&gt;Infatti delle 61 pellicole,  presentate alle preselezioni per formare la cinquina di candidati al  miglior film straniero per l'Oscar, ne sono state ammesse nove, di cui nessun italiano.&lt;br /&gt;Si tratta di “Days of Glory”(Algeria) di Rachid Bouchareb; “Water” (Canada) di Deepa Mehta; “Dopo il matrimonio” (Danimarca) di Susanne Bier; “Avenue montagne”(Francia) di Daniele Thompson; “The Lives of Others” (Germania) di Florian Henckel von Donnersmarck; “Il labirinto del fauno” (Messico) di Guillermo del Toro; “Black Book” (Olanda) di Paul Verhoeven; “Volver” (Spagna) di Pedro Almodovar; “Vitus” (Svizzera) di Fredi M. Murer.&lt;br /&gt;Quest' anno la selezione della cinquina  è stata prevista in due fasi: nella prima i membri dell' Academy di Los Angeles hanno scelto i nove film tra i 61 disponibili. Nella seconda, i cinque candidati finali verranno scelti da  una giuria di circa 40 persone: cui 30 del precedente turno di votazione e 10 membri newyorkesi dell' Academy, piu' giovani. Le nomination saranno annunciate il 23 alle 5:30  del mattino ora italiana. Mentre per la settantanovesima notte degli Oscar occorrerà attendere  il 25 febbraio. L’appuntamento è come sempre al Kodak Theatre di Los Angeles.&lt;br /&gt;Non nasconde al delusione il produttore di “Nuovomondo” Fabrizio Mosca (Titti Film). ''Cercano ancora un cinema italiano convenzionale dove loro possano ritrovare certe caratteristiche che non esistono più”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mosca ricorda che una delusione analoga l'aveva già vissuta con “I cento passi”': ''Anche allora - racconta - sentivo che il film poteva arrivare in fondo. E invece mi sbagliavo. Bisogna confrontarsi con una visione del cinema dei giurati che e' parziale”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-202636981668905371?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/202636981668905371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=202636981668905371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/202636981668905371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/202636981668905371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2007/01/per-nuovomondo-nessuna-nomination.html' title='Per &quot;Nuovomondo&quot; nessuna Nomination all&apos;Oscar'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CqRS3xksSgU/RbNNCiOZOYI/AAAAAAAAAAM/k3dos_oY8y8/s72-c/crialese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-116747711752491168</id><published>2006-12-30T12:07:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T12:11:57.536+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>“Mi si nota di più se vengo o resto a casa?”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/1600/193517/urlo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/320/899613/urlo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nanni incappa nelle risse subalpine&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo 48 ore Nanni Moretti rinuncia a dirigere il festival di Torino.&lt;br /&gt;In una lettera a “La Stampa” dice che il clima è troppo arroventato dalle polemiche e che lui non se la sente quindi di lavorare con gioia ad un festival che ha sempre apprezzato.&lt;br /&gt;“Vi lascio alle vostre questioni di metodo, ai vostri rancori” conclude il regista. Intanto continua lo scambio di battute al vetriolo all’interno di quello che un tempo si definiva il clan Rondolino. Barbera sembra si sia dimesso dall’incarico di direttore del Museo del Cinema, Stefano della Casa dice che la rinuncia di Moretti è un danno incalcolabile per la città di cui solo Rondolino è responsabile e Rondolino se la prende con entrambi i suoi ex luogotenenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;§§§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torino è la città che ha visto il trionfo delle Olimpiadi invernali, che è stata protagonista del rilancio della Fiat o è un paesello nebbioso, ai confini con la Francia, un po’ micragnoso che ha buone idee ma alla fine si perdono sempre in mille rivoli e battagliucce da fiera di paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino è tutte e due queste cose.  Perché, ricordiamoci, che anche i successi sopracitati sono stati dei veri e propri parti podalici, avvenuti a colpi di porte sbattute, incursioni da Roma per litigi e scandalucci tra clan. Senza contare che se la Fiat ad un passo dal baratro è rinata molto si deve ad un personaggio che era lontano anni luce (non solo geograficamente, ma proprio come mentalità) da Torino.&lt;br /&gt;Anni fa un mio amico transfugo da Torino diceva: “Se riesci a realizzare una bella idea a Torino nonostante ti tolgano la terra da sotto i piedi ad ogni passo, beh allora significa che puoi farla ovunque”. Insomma Torino è uno straordinario laboratorio di idee che poi però si perdono spesso in snervanti beghe tra clan, e quindi spesso vengono realizzate a Milano e  a Roma. Di qui il piagnisteo del torinese tipico che continua sempre a snocciolare i primati della città, quelli di un tempo però: ex capitale, prima città del cinema e via di seguito. L’elenco è lungo e non vorrei ammorbare i non torinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto, le prospettive del festival di Torino non sono molto rosee. Un po’ perché dopo l’avvento del festival di Roma, i cosiddetti festivalucci dinosauri che vivacchiavano  sulla scorta della celebrità di un tempo o che erano piccoli feudi di potere (vedi Taormina=Laudadio) sono stati spazzati via. E Torino per ora appartiene a questa specie di dinosauri in estinzione.&lt;br /&gt;Ma sulla terra ci sono ancora lucertoloni che provengono da ere geologiche lontanissime. Si sono evoluti, si sono adattati all’ambiente. Anche il nostro festival potrebbe farlo. Ma vorrà farlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c’è la volontà di  salvare il festival, bisogna ripartire da chi lo fa e dalle idee. Ci vorrebbe un personaggione della cultura, non necessariamente del cinema, che con distacco quasi sornione tiene a bada ‘sti torinesi che fanno a guardie e ladri, e che si vantano di essere i più lavoratori al mondo. Eh sì, perché un altro tabù da spazzare via all’ombra della Mole è quello del lavoro. Il torinese  lavora solo lui, lavora tanto! Non gli piace apparire, ma se non lo guardano si offende.&lt;br /&gt;Ora, è ormai un fatto assodato che tutti chi più chi meno per campare debbano lavorare. Non solo, ma lavorare tanto non significa niente. Si può lavorare meno ed essere molto più incisivi ed innovatori, ad esempio.&lt;br /&gt;Ora forse Moretti poteva essere il nostro deux ex machina, super partes. Forse. Ma forse non era poi così super partes, non voleva esercitare la sua autorevolezza  e diciamolo pure tirare fuori le palle per fare piazza pulita dei vecchi cortigiani del festival e  di piccoli riti da corte di Versailles ormai fuori dal tempo. Forse doveva mettere solo la sua faccia per lasciar fare a Barbera e Della Casa. E non sarebbe stato proprio un gran cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-116747711752491168?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/116747711752491168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=116747711752491168' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116747711752491168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116747711752491168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/12/mi-si-nota-di-pi-se-vengo-o-resto-casa.html' title='“Mi si nota di più se vengo o resto a casa?”'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-116737273345926850</id><published>2006-12-29T07:07:00.000+01:00</published><updated>2006-12-29T07:16:19.793+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Lo scisma di Torino: Rondolino, Nanni e gli altri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/1600/531578/moretti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/320/877179/moretti.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0); font-style: italic;"&gt;Colpo di scena nel panorama festivaliero italiano. In chiusura d'anno arriva una notizia bomba dal Festival di Torino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo mesi di tira e molla tra Gianni Rondolino, presidente dell'ex Cinema Giovani, gli enti locali, e il Museo del Cinema, il festival del Cinema di Torino  sembra essersi avviato ad un nuovo capitolo della sua vita. La notizia è che ieri è stato annunciato che &lt;strong&gt;Nanni Moretti&lt;/strong&gt; sarà il prossimo direttore     artistico della rassegna.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ma a riempire le colonne dei giornali sono gli strascichi di polemiche che hanno preceduto e accompagnato l'annuncio del nuovo direttore e i dettagli del duro scontro che si è creato tra Rondolino e i suoi fedeli paladini di un tempo, Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema e direttore del festival del Cinema Giovani nel suo periodo d'oro, e Stefano della Casa, predidente della Film Commission torinese e anch'egli direttore del passato della rassegna subalpina.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Lo scisma del festival di Torino  se non altro ha avuto il merito di riportare  i riflettori della stampa di settore su Torino e sul suo festival, che negli ultimi anni era più avvezzo alle retrovie delle pagine locali dei quotidiani. Un po' perché il festival negli anni, soprattutto sotto la guida di Turigliatto e D'Agnolo Vallan, aveva perso appeal e un po' anche perché uno dei punti deboli della kermesse che aspirava ad internazionalizzarsi è sempre stato l'ufficio stampa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Naturalmente il quotidiano di Torino "La Stampa" è quello che dà maggior rilievo alla notizia e che ospita l'unica intervista al regista-neodirettore. "Sono legato da sempre a questo festival. Lo vorrei rilanciare mantenendo le sue caratteristiche, diminuendo però le sezioni e potenziando il rapporto con il cinema italiano. Mi piacerebbe che insieme al festival nascesse un laboratorio di progetti", spiega Moretti a Fulvia Caprara. La nuova kermesse dovrà essere "seria ma allegra", "un festival di ricerca e non convenzionale", aggiunge il regista, che non rinuncia a qualche stoccatina. Moretti infatti spera gli "siano risparmiate quelle riunioni tra festival in cui si dice che tutto è risolto perché sono state spostate di cinque giorni le date di inizio", riferendosi al "summit" Venezia-Torino-Roma.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Anche perché Torino in ogni caso si merita la medaglia di bronzo, non solo cronologicamente, dice Moretti, ma anche per il budget di cui dispone.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E la richiesta di glamour delle istituzioni? Su questo Moretti è piuttosto tranchant: "Se volevano più glamour dovevano chiamare qualcun altro" .&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Il &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;Corriere della Sera&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; invece preferisce mettere il dito nella piaga torinese,  e parla di "Nuovo cinema campanile". Nel pezzo di apertura delle pagine Spettacoli  Giuseppina Manin nell'articolo "È scontro su Moretti direttore a Torino"  scrive  "Rondolino contesta la nomina: il festival del cinema è nostro, lui ne faccia un altro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;Il Giornale&lt;/strong&gt;" come al solito la butta in politica e riporta le     dichiarazioni di Rondolino: "ma il presidente resiste:     Respingiamo ogni ingerenza politica, stiamo lavorando alla     prossima edizione". E ancora:  "Moretti è il contrario del nostro Festival. E     poi a dirigerlo davvero saranno Barbera e Della Casa. Temono     Roma, vogliono il glamour e i film italiani. Ma se Torino     diventa una piccola Festa, allora sì che perde". La risposta di Barbera:  "La Festa di Roma esiste, in     una posizione imbarazzante per tutti e con un'esposizione     mediatica enorme. Rispondere 'Roma ci fa un baffo' significa     condannare il festival a una marginalità pericolosa"     .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Libero" invece paragona Nanni a Robert Redford. Nel pezzo di Claudio Siniscalchi si legge che     "Moretti si candida naturalmente a costruire un modello di     festival simile, fatte le debite distinzioni, al Sundance di     Salt Lake City e al Tribeca di New York. È una fortuna,     per il cinema italiano, che un autore così visibile decida     di impegnarsi direttamente nella conduzione di un     festival".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Per "&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;la Repubblica"&lt;/strong&gt;  Rondolino non riconosce la     nomina di Moretti: "Ora i Festival saranno due".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"I&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;l manifesto&lt;/strong&gt;" si schiera apertamente dalla parte di Rondolino e ospita una sua lettera in qualità di presidente     dell'Associazione Cinema Giovani (nonché titolare del marchio del Torino Film Festival)     &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/strong&gt;. "Si     tratta di una buona notizia per il cinema e la città: il     moltiplicarsi delle iniziative a sostegno dell'arte     cinematografica è senz'altro un segno di grande     vitalità" dice Rondolino. Rincalza Roberto Silvestri: "Moretti ha tutte le carte in regola     per dirigere una grande manifestazione. Ma non può essere     strumentalizzato da quel centro-sinistra che fu proprio lui a     richiamare alla limpidezza etica". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-116737273345926850?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/116737273345926850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=116737273345926850' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116737273345926850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116737273345926850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/12/lo-scisma-di-torino-rondolino-nanni-e.html' title='Lo scisma di Torino: Rondolino, Nanni e gli altri'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-116638982618650512</id><published>2006-12-17T22:05:00.000+01:00</published><updated>2006-12-23T17:27:54.800+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Non solo cinema - Tra noia e autentico piacere, ecco la vita di un lettore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/1600/122804/nick_hornby.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/320/834670/nick_hornby.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 51, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Sabina Prestipino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nell’ipotesi di organizzare “un campionato di fantaboxe culturale, schierando sul ring i libri contro il meglio che qualunque altra forma d’arte abbia da offrire, sulla distanza di quindici riprese…be’, i libri vincerebbero praticamente sempre”. Parola di Nick Hornby.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autore di "Altà fedeltà" si affretta ad ammettere che il suo non è un gudizio senza appello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche eccezione? il disco più bello del vecchio Bob Dylan batterebbe il Dickens minore, così come Orson Welles metterebbe al tappeto un Nabokov minore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in genere il libro fa la sua partita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;                                                                           ***&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un arguto diario di un lettore, una tranche de vie di chi i libri non solo li scrive e ne vende a palate, ma anche li legge e li compra, anche solo per il gusto di possederli e riporli nello scaffale più alto della libreria.&lt;br /&gt;E’ quanto ci propone “Una vita da lettore” di Nick Hornby, edito da Guanda. L’autore di “Febbre a 90”, “Alta fedeltà” e “Non buttiamoci giù”, nell’estate del 2003, inizia a tenere una rubrica letteraria sul mensile americano “The Believer”, uno dei magazine letterari più trendy degli Stati Uniti, fondato dalla moglie di Dave Eggers, editore e fondatore a sua volta di McSweeney’s. Da quest’esperienza nasce “Una vita da lettore”, una raccolta di scritti, di “non recensioni” precisa l’autore, sul piacere e talvolta sulla noia di leggere.&lt;br /&gt;Ogni mese la rubrica ha per cappello due liste: da una parte i libri acquistati, dall’altra il ben più esiguo numero (se pur rispettabilissimo per la media inglese e italiana) di libri letti. Dopodichè iniziano i pezzi, accattivanti, pieni di umorismo e densi di spunti in cui il lettore non solo riconoscerà il suo beniamino Hornby, ma persino se stesso. Sia come scrittore che come lettore, Hornby, infatti, ha un approccio molto personale, pragmatico, privo di fronzoli e soprattutto sincero.&lt;br /&gt;Spesso a distoglierci dai libri, ci dice Hornby, facendoci capire che non c’è cosa più normale, ci sono i nostri figli che reclamano attenzioni, c’è la nostra squadra di calcio preferita o la tv satellitare. Per cui è chiaro che se i critici parlano sempre dei libri e della letteratura come fossero cose altisonanti, inaccessibili, destinate a poche menti elette, gli editori sono destinati a chiudere bottega. Per forza che poi la gente non sente la letteratura come una forma di intrattenimento.&lt;br /&gt;E se è vero che ci sono periodi della nostra vita più o meno adatti alla lettura – per esempio quando una nuova stagione calcistica è alle porte è fisiologico un calo del desiderio del lettore – è anche vero che i libri sono un po’ la colonna sonora della nostra vita. E anzi nell’ipotesi di organizzare “un campionato di fantaboxe culturale, schierando sul ring i libri contro il meglio che qualunque altra forma d’arte abbia da offrire, sulla distanza di quindici riprese…be’, i libri vincerebbero praticamente sempre”. Certo, ammette Hornby, va fatta qualche eccezione: il disco più bello del vecchio Bob Dylan batterebbe il Dickens minore, così come Orson Welles metterebbe al tappeto un Nabokov minore. Ma in genere il libro fa la sua partita.&lt;br /&gt;E così accanto ai suoi personali giudizi, mai stroncature (al Believer è un genere assolutamente bandito) Hornby inanella aneddoti della sua vita, come la nascita del suo terzo figlio o le riflessioni sul suo primogenito autistico o ricordi dell’infanzia, piuttosto che le sue amicizie con colleghi scrittori. Per non parlare delle piccole manie che ci confessa l’Hornby scrittore. Ad esempio, quando l’autore si reca in vacanza non può fare a meno di sbirciare cosa leggono tutte le persone a bordo piscina. E ovviamente la curiosità che lo attanaglia è sapere se qualcuno sta leggendo un suo libro e in tal caso non gli scolla gli occhi di dosso, per scrutarne ogni minima espressione.&lt;br /&gt;Alla fine, di pezzo in pezzo prende forma lo scrittore, ma anche il lettore, la cui vita è spesso popolata – diciamolo – dalla noia e dalla disperazione. Un lettore onnivoro, che ha volte ha voglia di buttarsi su un hamburger da fast food altre volte è in cerca di pietanze più raffinate.&lt;br /&gt;Ai critici (quelli del Guardian in testa) Hornby non risparmia una buona dose di sarcasmo. Lettori e scrittori, categorie che hanno più cose in comune di quanto si possa immaginare, alla fine potrebbero tranquillamente fare a meno dei critici. “A volte – scrive l’autore verso la fine del libro – abbiamo l’impressione che ci venga richiesto di immaginare i giudizi culturali come un insieme di cerchi concentrici. All’esterno abbiamo quelli sbagliati, espressi da individui che leggono il Codice da Vinci e ascoltano Celine Dion; al centro quelli giusti, formulati dai critici più sofisticati, i quali molto spesso hanno fatto voto di non ridere mai, fino a quando Arsitofane non avrà prodotto il seguito de ‘Le Rane’”. I  critici non sono in cima alle sue simpatie,  e per di più Hornby rivendica il sacrosanto diritto di ogni lettore di scegliersi il libro che più gli aggrada e di abbandonare invece i volumi che lo tediano.&lt;br /&gt;Saggi, biografie, romanzi, racconti e poesie, classici e novità, Hornby passa in rassegna diversi generi. E’ difficile tuttavia rintracciare in questi excursus libri che non siano anglofoni. Ogni tanto fa capolino qualche libro che non è inglese o americano. Ma di italiani neanche l’ombra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-116638982618650512?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/116638982618650512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=116638982618650512' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116638982618650512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116638982618650512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/12/non-solo-cinema-tra-noia-e-autentico.html' title='Non solo cinema - Tra noia e autentico piacere, ecco la vita di un lettore'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-116638687372789369</id><published>2006-12-17T20:54:00.000+01:00</published><updated>2006-12-17T21:21:13.736+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Il fantasy: se per Natale arriva “Eragon”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/1600/506346/Il%20cast2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/320/556334/Il%20cast2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 22 dicembre debutterà sui nostri schermi “Eragon”, filmone fantasy  ispirato all’omonimo  best-seller di Christopher Paolini.&lt;br /&gt;Il film è stato presentato qualche giorno fa a Londra in prima mondiale. E come potete vedere dalla foto alla gremitissima prima  di Leicester Square era presente il cast:  Ed Speleers, Jeremy Irons, Sienna Guillory, Robert Carlyle, John Malkovich, Djimon Hounsou, ma anche il regista Stefen Fangmeier  e l'autore del libro Christopher Paolini.&lt;br /&gt;Per Fangmeier si tratta del debutto dietro la macchina da presa. Come avrà fatto al primo colpo  a dirigere un film con un cast stellare e con un budget non certo ridotto? Il neo regista non è proprio un novellino del cinema. E’ infatti un quotatissimo supervisor di effetti speciali. Ha curato quelli di “Lemony Snicket”, di “Master e Coomander” e perfino quelli della serie “Terminator”, agli albori della sua carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda “Eragon” la trama sulla carta è piuttosto arzigogolata. C’è tutto un universo mitologico, i cui protagonisti sono i cavalieri dei draghi. La pace e la prosperità nella terra di Alagaësia (i draghi conferivano ai loro cavalieri poteri magici e perfino l’immortalità) viene a mancare improvvisamente. Uno di questi mitici cavalieri,  Galbatorix, decise di conquistare tutto il potere e uccidere i “colleghi” cavalieri dei draghi.&lt;br /&gt;Ma quando Eragon scopre un uovo di zaffiro, che dà la luce ad un drago, che egli chiama Saphira, la riscossa dei cavalieri dei draghi ha inizio.&lt;br /&gt;Scoperto il suo destino di cavaliere dei draghi, Eragon con l’aiuto del suo mentore Brom, è determinato a ristabilire l’età d’oro di giustizia, una volta diffusa su tutta la terra – cercando di sopravvivere alle macchinazioni di re Galbatorix.&lt;br /&gt;Eragon viene così trascinato in un mondo di magia e potere, che lo renderà un eroe per il popolo di Alagaësia.&lt;br /&gt;Già dalla trama vien da dire, per chi ama il genere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;Foto: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204); font-style: italic;"&gt;Ed Speleers, Jeremy Irons, Sienna Guillory, Robert Carlyle, John Malkovich, Djimon Hounsou, ma anche il regista Stefen Fangmeier  e l'autore del libro Christopher Paolini. Per gentile concessione dell’ufficio stampa Fox&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-116638687372789369?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/116638687372789369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=116638687372789369' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116638687372789369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116638687372789369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/12/il-fantasy-se-per-natale-arriva-eragon.html' title='Il fantasy: se per Natale arriva “Eragon”'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-116548530171079118</id><published>2006-12-07T10:51:00.000+01:00</published><updated>2006-12-07T10:58:21.340+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Elmore Leonard a Courmayeur</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/1600/509198/0_MANIFESTO_2006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3960/3323/320/204810/0_MANIFESTO_2006.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Ha preso il via il 5 dicembre la sedicesima edizione del Courmayeur Noir in Festival, rassegna dedicata al genere noir. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Il piatto forte della rassegna è il vincitore di quest'anno del Premio Raymond Chandler,  Elmore Leonard, lo scrittore e affermato sceneggiatore americano, amatissimo da registi come Soderbergh e Tarantino.  Leonard, di cui Einaudi-Stile Libero ha appena pubblicato "Hot Kid", è a Courmayeur l'8 dicembre. E il suo libro in questi giorni sta raccogliendo il plauso dei critici, con  recensioni-fiume sui maggiori quotidiani nazionali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Su "La Repubblica" del 5 dicembre a recensire il libro è niente di meno che  Wu Ming, che inizia il pezzo con una bella metafora comparativa: se vi sono piaciuti "The gosth of Tom Joad" di Bruce Springsteen e "Fratello dove sei?" dei fratelli Coen  amerete "Hot Kid" di Elmore Leonard. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Il festival, che chiude i battenti il 10 dicembre, ha inoltre in cartellone alcune anteprime cinematografiche, una delle quali sarà sicuramente gremita di piccoli cinefili. E' il caso di "Giù per il tubo", animazione natalizia dedicata al pubblico dei più piccoli del MINI Noir . C'è molta attesa anche per "Deja vu" di Tony Scott con Denzel Washington in  corsa contro il tempo, per sventare un attentato terroristico a New Orleans. &lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","  Ma a Courmayeur il noir è declinato in tutte le sue varianti, compresa quella delle fiction televisive. E\nper la tv, oltre a un particolare festeggiamento alla serie italiana &lt;b&gt;&lt;font&gt;&amp;quot;Crimini&amp;quot; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;di Raidue, particolare rilevanza sarà data all\'anteprima di serie americane presto in programma su Fox Crime (partner del festival).\n&lt;b&gt;&lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;br /&gt;La serata inaugurale della kermesse poi è  monopolizzata da un autentico manifesto dell\'horror americano che fa impazzire i teen ager\ndi oggi  e quelli di ieri. I trentenni ricorderanno molto bene questo titolo: &lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Non aprite quella porta. &lt;/b&gt;Ebbene il prequel del film,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;diretto da Jonathan Liebesman &lt;font&gt;\n\n\n\n\n &lt;/span&gt;ed\nerede naturale di una saga che cominciò appunto negli anni \'70 con il\nleggendario film di Tobe Hooper, apre la sedicesima edizione del Noir in Festival.  E se negli anni Settanta erano i fantasmi della guerra\ndel Vietnam a popolare gli incubi degli americani, adesso si racconta\nl\'inizio di una vertigine dell\'orrore che coincide con un altro momento\ndi angoscia collettiva a stelle e strisce. Sull\'onda di un clamoroso\nsuccesso oltreoceano, &lt;b&gt;Non aprite quella porta – l\'inizio &lt;/b&gt;sarà poi nelle sale\nitaliane due giorni dopo il debutto a Courmayeur.&lt;br /&gt;Ma la caratteristica\ndel festival diretto da Emanuela Cascia, Marina Fabbri e Giorgio\nGosetti, è quella di &lt;font&gt;\n  &lt;/span&gt;alternare blockbuster e vere scoperte, grandi scrittori internazionali a\ntematiche d\'attualità. E così i due film in concorso della prima\ngiornata sono l\'americano &lt;b&gt;&lt;font&gt;&amp;quot;&lt;/span&gt;10th and Wolf&lt;/b&gt;&amp;quot; di Robert Moresco con\nun ex marine che finisce al soldo della mafia di Philadelphia (nel cast\ninsieme a Giovanni Ribisi e Dennis Hopper anche il nostro Enzo Salvi) e\nil francese &amp;quot;&lt;b&gt;La tourneuse de pages&lt;/b&gt;&amp;quot; di Denis Dercourt, vera rivelazione del festival di Cannes e prossimamente distribuito in Italia da Mikado.",1] );  //--&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;Ma a Courmayeur il noir è declinato in tutte le sue varianti, compresa quella delle fiction televisive.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;E per la tv, oltre a un particolare festeggiamento alla serie italiana &lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Crimini" &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;di Raidue, particolare rilevanza sarà data all'anteprima di serie americane presto in programma su Fox Crime (partner del festival). &lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La serata inaugurale della kermesse poi è  monopolizzata da un autentico manifesto dell'horror americano che fa impazzire i teen ager di oggi  e quelli di ieri. I trentenni ricorderanno molto bene questo titolo: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;b face="verdana"&gt;Non aprite quella porta. &lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ebbene il prequel del film,&lt;/span&gt;&lt;b face="verdana"&gt; &lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;diretto da Jonathan Liebesman &lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;      ed erede naturale di una saga che cominciò appunto negli anni '70 con il leggendario film di Tobe Hooper, apre la sedicesima edizione del Noir in Festival.  E se negli anni Settanta erano i fantasmi della guerra del Vietnam a popolare gli incubi degli americani, adesso si racconta l'inizio di una vertigine dell'orrore che coincide con un altro momento di angoscia collettiva a stelle e strisce. Sull'onda di un clamoroso successo oltreoceano, &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;Non aprite quella porta – l'inizio &lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sarà poi nelle sale italiane due giorni dopo il debutto a Courmayeur.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma la caratteristica del festival diretto da Emanuela Cascia, Marina Fabbri e Giorgio Gosetti, è quella di &lt;font&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;alternare blockbuster e vere scoperte, grandi scrittori internazionali a tematiche d'attualità. E così i due film in concorso della prima giornata sono l'americano &lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;10th and Wolf&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;" di Robert Moresco con un ex marine che finisce al soldo della mafia di Philadelphia (nel cast insieme a Giovanni Ribisi e Dennis Hopper anche il nostro Enzo Salvi) e il francese "&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: verdana;"&gt;La tourneuse de pages&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;" di Denis Dercourt, vera rivelazione del festival di Cannes e prossimamente distribuito in Italia da Mikado.&lt;/span&gt;&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","&lt;font&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;\n\n\n&lt;font&gt;\n\nTre i grandi temi alla ribalta di quest\'edizione del Festival tra cinema e letteratura: &lt;font&gt;  &lt;/span&gt;la\nviolenza giovanile, la minaccia delle metropoli contemporanee squassate\ndalla rivolta delle periferie, il ricordo delle pagine più segrete\ndell\'invasione di Budapest, a distanza di mezzo secolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;La&lt;/span&gt; giuria per il cinema è presieduta dal  regista e\nproduttore James Hodges ed è composta dallo scrittore Peter James, dal\nmusicista e scrittore Davide &amp;quot;Boosta&amp;quot; Di Leo e dai  Fratelli Manetti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;/span&gt; &lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;/span&gt;\n&lt;p&gt;&lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt; &lt;font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n",0] ); D(["ce"]);  //--&gt;&lt;/script&gt;&lt;font&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;   &lt;span style="font-size:130%;"&gt;  Tre i grandi temi alla ribalta di quest'edizione del Festival tra cinema e letteratura: &lt;font&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;la violenza giovanile, la minaccia delle metropoli contemporanee squassate dalla rivolta delle periferie, il ricordo delle pagine più segrete dell'invasione di Budapest, a distanza di mezzo secolo.&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;font&gt;La&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;font&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; giuria per il cinema è presieduta dal  regista e produttore James Hodges ed è composta dallo scrittore Peter James, dal musicista e scrittore Davide "Boosta" Di Leo e dai  Fratelli Manetti.  &lt;/span&gt;&lt;font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-116548530171079118?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/116548530171079118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=116548530171079118' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116548530171079118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/116548530171079118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/12/elmore-leonard-courmayeur.html' title='Elmore Leonard a Courmayeur'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115645354307577217</id><published>2006-08-24T23:04:00.000+02:00</published><updated>2006-08-24T23:10:05.396+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Paramount-Cruise: mission impossible</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/cruise.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/cruise.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è passato molto tempo da quando l’autorevole rivista “Forbes” aveva definito Tom Cruise la star più potente di Hollywood.&lt;br /&gt;L’attore in questi giorni continua a interessare la stampa internazionale, ma stavolta a fare notizia non sono gli incassi stratosferici dei suoi film, né le sue esternazioni sopra le righe, ma il fatto di aver incassato – neanche troppo sportivamente – un bel due di picche da parte della Paramount.&lt;br /&gt;Dopo un sodalizio di quasi tre lustri, Sumner Redston, numero uno della Paramount Viacom,dalle colonne del “Wall Street Journal”, ha dato il ben servito alla star.&lt;br /&gt;La motivazione ufficiale sarebbe il comportamento scorretto di Cruise, come personaggio pubblico.&lt;br /&gt;E’ vero che Cruise nell’ultimo decennio è stato per la Paramount una specie di gallina dalle uova d’oro, ma nell’ultimo anno l’attore a forza di decantare i dogmi di Scientology (arrivando persino a dire di essere intenzionato a mangiarsi la placenta della compagna Katie Holmes), di ridicolizzare colleghi, come Brooke Shields, reduce da una brutta depressione post parto e non ultima di esporsi lui stesso al ridicolo, saltando come un macaco in diretta tv sui divani dello show di Ophra Winfrey per dimostrare il suo folle amore per la Holmes, ha inferto un duro colpo alla sua immagine.&lt;br /&gt;Se poi aggiungiamo che il suo ultimo film “Mission Impossibile III”, non è stato un fiasco, ma ha incassato una cifra al di sotto delle aspettative della Major, si comprende meglio il motivo di questa clamorosa rottura.&lt;br /&gt;Da parte sua il divo non ha incassato il colpo con filosofia. L’attore è proprietario, assieme alla sua agente della casa di produzione Cruise – Wagner, che aveva un contratto con la Paramount. L’accordo prevedeva lussuosi uffici negli storici studios, più un cospicuo gruzzolo (6 milioni di dollari all’anno) per lo sviluppo di progetti cinematografici. In più Cruise si portava a casa il 20 per cento degli incassi dei film da lui prodotti e distribuiti dalla Paramount. Sembra che negli ultimi tempi l’attore volesse alzare il tiro e portare il fondo accordatogli dalla major a 10 milioni di dollari. E qui alla Paramount si sono fatti due conti in tasca.&lt;br /&gt;Del resto a Hollywood sta sempre più prendendo piede l’idea che le star siano diventate troppo onerose e poco remunerative. In effetti molti film tra i blockbuster degli ultimi anni non hanno cast stellari. Per esempio, prima de “Il signore degli anelli” chi mai aveva sentito parlare di Orlando Bloom? E anche i protagonisti di “Harry Potter” erano degli illustri sconosciuti. A raccogliere consensi non sono tanto i divi, quanto le pellicole basate su fenomeni letterari.&lt;br /&gt;Tornando a Cruise, per tutta risposta l’attore ha fatto sapere che in realtà è stato lui a voler chiudere la collaborazione con Paramount. E sostiene di aver già ottenuto almeno cento milioni di dollari da due hedge funds. Non è dato ancora sapere i nomi dei fondi che appoggeranno Cruise, ma intanto sulla prima pagina del “Wall Street Journal” di oggi  campeggia il commento “per gli hedge funds aiutare Tom Cruise potrebbe rivelarsi un business rischioso”. E non solo perché il suo talento di attore è ormai un po’ sbiadito dalle sue piccole manie da bravo ragazzo. Sempre sul “Wall Street Journal” si rileva che alcuni fondi speculativi sono rimasti un po’ scottati dal cinema. Sono pochi infatti gli investimenti che si sono rivelati veramente redditizi in questo settore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115645354307577217?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115645354307577217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115645354307577217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115645354307577217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115645354307577217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/08/paramount-cruise-mission-impossible.html' title='Paramount-Cruise: mission impossible'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115512828983143381</id><published>2006-08-09T14:53:00.000+02:00</published><updated>2006-08-11T12:05:47.230+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Festival OST - una giornata per celebrare Wim Wenders</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/serata%20wenders%201.4.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/serata%20wenders%201.3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con un po’ di ritardo dovuto alle ferie e alla calura che scioglie i tasti del computer, ecco un nuovo articolo su un evento interessante e coinvolgente. Luglio 2006, esordisce a Reggio Emilia il primo festival italiano dedicato interamente alle colonne sonore; il Festival OST – Original SoundTrack si è svolto dal 15 al 30 luglio e ha visto esibirsi grandi musicisti cinematografici quali Luis Bacalov, Michael Nyman e Ludovico Einaudi. Ma soprattutto ha avuto in programma una giornata tutta dedicata a Wim Wenders: alle 18, nella Media Hall dell’Università, il grande regista tedesco ha tenuto una conferenza chiamata &lt;em&gt;Music Saved My Life&lt;/em&gt;, mentre alle 21.30 l’elegante cornice di Piazza Prampolini ha fatto da sfondo alla Buena Vista Social Night, un suggestivo omaggio multimediale dedicato ai suoi film e alle emozioni che ci hanno regalato.&lt;br /&gt;Il nome della conferenza è preso da una frase che incautamente Wenders aveva pronunciato qualche anno fa: «Una volta in un’intervista dissi con leggerezza “Rock'n'roll has saved my life”. Nessuno si accorse che avevo citato Lou Reed, e da allora ho dovuto spiegare un'infinità di volte perché avevo detto così e perché la musica ha un ruolo tanto importante nella mia vita». E ancora una volta, davanti ad un pubblico di appassionati, il regista è stato prodigo di aneddoti e concetti per esaminare il complesso rapporto fra i suoi film e le sue colonne sonore.&lt;br /&gt;Non è un caso, dunque, che la conferenza sia stata seguita da una serata in cui la musica ha affiancato le immagini dei film di Wenders in maniera innovativa e poetica: in piazza Prampolini, le composizioni della pianista jazz Rita Marcotulli si sono sovrapposte all’opera visiva del vj Marco Ruffatti, famoso per “remixare” immagini prese da vecchi film, in modo da ricrearne il ritmo assecondando la musica che le accompagna dal vivo. L’effetto scenografico è fortissimo: le immagini wendersiane vengono proiettate su uno schermo posto dietro il pianoforte e le sculture di basalto (“sculture sonore”) realizzate e suonate dallo scultore Pinuccio Sciola dalla Marcotulli; anche i palazzi sulle pareti della piazza sono inondati di immagini, sicchè essa pare essersi trasformata in un teatro (vedi foto di Riccardo Sai; la foto è pubblicata per gentile concessione dell'autore).&lt;br /&gt;In programma ci sono cinque pezzi musicali tratti dagli ultimi album della musicista: sulle prime note di questa composizione introspettiva e delicata scorrono i paesaggi desolati di &lt;em&gt;Paris, Texas&lt;/em&gt;, in una copia (digitalizzata) dalla fotografia fané e dalla pellicola rovinata; è particolarmente dolce, in questo contesto multimediale reso possibile solo dall’ultima tecnologia, notare le piccole imperfezioni della pellicola, un medium a cui saremo sempre meno abituati.&lt;br /&gt;Più tardi, una splendida cover di &lt;em&gt;Us And Them&lt;/em&gt; dei Pink Floyd, che la Marcotulli esegue al piano mentre Sciola fa risuonare le sculture sonore sfregandole l’una contro l’altra, accompagna e fa danzare le sequenze più poetiche de &lt;em&gt;Il Cielo Sopra Berlino&lt;/em&gt; e le visioni oniriche di &lt;em&gt;Fino Alla Fine&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Del Mondo&lt;/em&gt;; queste ultime in particolare risultano straordinariamente efficaci. Gli ultimi due pezzi sono più emotivi e da lontano richiamano rispettivamente Michael Nyman e Keith Jarrett; il remix di Ruffatti, coerentemente, si concentra ancora su &lt;em&gt;Paris, Texas&lt;/em&gt;: l’incontro fra madre e figlio, il filmato in Super8.&lt;br /&gt;Dopo la splendida esibizione Marcotulli-Ruffatti, il clima si fa meno raffinato ma più caldo: è la volta della Banda de Santiago de Cuba, in cui la musica diventa protagonista assoluta. Nella Banda, che conta più di un secolo di vita, aveva a suo tempo militato anche Compay Segundo, protagonista di Buena Vista Social Club, come clarinettista; a lui è dedicato il pezzo finale, quando ormai tutto il pubblico è in piedi a ballare. Anche Wim Wenders e sua moglie Donata ballano: il regista così contraddice la sua immagine di intellettuale schivo e si dimostra disponibile e gentile, anche quando i fans lo assalgono per avere un agognatissimo autografo. D’altronde, Reggio Emilia stasera gli ha tributato un omaggio affettuoso, ricco di emozione e di allegria: speriamo che serate come queste servano al Festival OST a crescere sempre di più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115512828983143381?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115512828983143381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115512828983143381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115512828983143381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115512828983143381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/08/festival-ost-una-giornata-per.html' title='Festival OST - una giornata per celebrare Wim Wenders'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115428971682410565</id><published>2006-07-30T21:59:00.000+02:00</published><updated>2006-08-02T18:04:40.873+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>A Pordenone va in scena Videotronica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/videotronica.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/videotronica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Pordenone è un puntino come altri nel ricco e industrioso, e al contempo culturalmente sonnacchioso, Nordest; ci si avvicina a poco a poco, il che è un modo carino per dire che questa città è lontanissima da qualsiasi rotta, e finalmente ci si gode il bel centro storico con gli acciottolati e i portici a cui i pigri norditaliani dopotutto sono abituati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi però si fanno due parole col consigliere comunale Ado Scaini e si viene a conoscere il passato vivace e giovane della città: la vicina base militare americana ad Aviano ha sempre portato frotte di giovani a Pordenone, grandi industrie come la Zanussi l’hanno resa popolosa, il costume si è adeguato e la musica anche. Oggi pare strano a dirsi, ma i primi dischi punk apparsi in Italia venivano incisi proprio qui; Ado stesso nei tardi ’70 ha militato nei Tampax, gruppo punk il cui successo non è stato pari a quello dell’utile accessorio eponimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi invece Ado, con la preziosa collaborazione dello staff di Cinemazero (l’associazione culturale che si occupa della Mediateca di Pordenone) tenta di scuotere la città organizzando eventi come Videotronica 2006, &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;il primo festival di vj-sets&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Un attimo, che cosa è un vj-set? E’ come un dj-set, cioè una performance di mixaggio dal vivo di musica, però fatto con le immagini, siano esse materiale di repertorio o un girato originale; il vj le prende dal suo database, le manipola, le mixa e le proietta su un megaschermo per il piacere degli astanti. In questo caso particolare, tutti gli artisti che partecipano al festival lavorano in coppia: un vero e proprio dj alle musiche e un vj alle immagini. Entrambe vengono mixate al momento, improvvisando o seguendo un canovaccio, in contrasto l’una con le altre o in consonanza; il tutto secondo l’estro dei due artisti.&lt;br /&gt;Il vj-ing è insomma un ramo cadetto della blasonata schiatta della video-art, ma meriterebbe uguale attenzione per la fantasia e l’innovazione che esprime; per i pochi che hanno scelto di seguire Videotronica fino alla fine, anziché bere spritz e guardare le vetrine sul viale, la soddisfazione è stata grande da entrambi i punti di vista, cinematografico e musicale.&lt;br /&gt;La prima location in cui si svolge il festival è lo spiazzo davanti al lussuoso Bar Posta, a due passi dalla high street della città che ovviamente catalizza l’attenzione. Sono in scena i londinesi Photon Shepherds: il vj Greg McKneally e il musicista anglo-giapponese Taiyo Nagano, che presentano lo spettacolo Light Cube.&lt;br /&gt;Tre megaschermi sono stati montati in senso convesso affinché le immagini proiettate siano visibili da più prospettive; gli altoparlanti diffondono la musica elettronica composta e mixata da Nagano. A dire il vero, il forte dei Photon Shepherds non è il lato musicale quanto quello visivo, più immediatamente estetico: un nastro di globi colorati e luminosi attraversa un verde paesaggio del Galles, corre a Londra lungo l’East End e penetra nell’organismo dei passanti; comete, tracce di aereo, neve fioccante si fondono delicate sul paesaggio londinese, modificato da effetti grafici coloratissimi; una sequenza in split screen sembra voler moltiplicare l’ebbrezza della visione. Nessun altro artista, stasera, creerà visioni tanto suggestive, eppure le musiche mixate non sono all’altezza: forniscono un sottofondo gradevole e ben calibrato, ogni tanto facile da ballare, ma nulla di straordinario.&lt;br /&gt;Ciò balza all’occhio nell’emblematica sequenza finale: sugli schermi, il nero fa da sfondo ad una sequenza di piccoli fiori e virgulti che nascono e sbocciano in sequenza; la colonna sonora è un brano dei Sigur Ròs, lasciato nature. Inutile dire che la sequenza è molto suggestiva, ma gran parte del merito va ai Sigur Ròs passati indenni dal trattamento di mixing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita la prima parte, ci si sposta al cosiddetto Bronx, un parcheggio coperto e lasciato sporco di proposito, per accentuare il contrasto con l’impeccabile Bar Posta. Il set è bellissimo e “industriale” al punto giusto, ma la location non è molto indicata: il parcheggio si trova esattamente al di sotto di un bar-chiosco che attira gli assetati di birra e di chiacchiera; ancora una volta, il pubblico che dovrebbe seguire l’arte di Videotronica viene distratto da piaceri vani e transeunti! O tempora, o mores! Ma soprassediamo: è il turno dello spettacolo &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Tapeless/Fearless&lt;/span&gt; del duo italo-londinese Cluster One. Questa volta le immagini sono proiettate su un solo grande schermo centrale e tutto intorno sulle pareti di cemento; se ne occupa il regista Marco Ruffatti, mentre Alberto Roveroni sta alla musica.&lt;br /&gt;Lo stile dei Cluster One è del tutto diverso da quello dei Photon Shepherds, il che accresce la curiosità e l’attenzione; le immagini mixate in diretta non sono creazioni originali, infatti, bensì spezzoni di film di culto decontestualizzati e rimontati. Ruffatti ha scelto di alternare scene iconiche come il bagno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi o il ghigno di Jack Nicholson in Shining a materiali televisivi come una videointervista a Michael Jackson e uno spot anni ’60: un pastiche postmoderno, perciò gioioso e coinvolgente, che mescola la memoria cinematografica collettiva al quotidiano e al grottesco. La sequenza si accompagna perfettamente ai temi, originali e non, manipolati dal musicista Roveroni: la colonna sonora di Tapeless/Fearless è molto varia sia come stile sia come timbro, armonizza in modo inedito Twisted Nerve (il tema fischiettato di Kill Bill), aggiunge ritmi elettronici a vecchie colonne sonore italiane per poi sciogliersi in momenti dance-trance in cui finalmente si balla davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo spettacolo in programma, o “performance mixmediale” come amano definirla i due artisti, è anche il più difficile e coraggioso: si tratta di &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Dandelion Key&lt;/span&gt; del milanese Claudio Sinatti, già regista di videoclip, coadiuvato dal musicista leccese Pierpaolo Leo. I due prendono il posto dei Cluster One davanti al megaschermo e ancora una volta lo stile cambia di netto: Sinatti lavora infatti su una sola immagine, una foto in bianco e nero di alcuni denti di leone (sono fiori; i dandelion, appunto) che viene scomposta, atomizzata, fatta esplodere e implodere davanti ad uno sfondo rosso fuoco.&lt;br /&gt;Intanto Leo crea paesaggi sonori inquietanti e astratti, fatti di lunghi lamenti elettronici in cui è dolce naufragare; il mare di pixel bianchi e neri sparsi sulle pareti del Bronx aumenta il senso di spaesamento e fa incollare lo sguardo dello spettatore sui fiori polverizzati da Sinatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando tutto si spegne, si esce da un’esperienza non immediatamente entertaining, ma catartica ed emozionante: la giusta chiusura di una serata sovraccarica, in senso positivo, di stimoli sensoriali e intellettuali - diciamolo pure: di arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Vera Brozzoni&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115428971682410565?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115428971682410565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115428971682410565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115428971682410565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115428971682410565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/07/pordenone-va-in-scena-videotronica.html' title='A Pordenone va in scena Videotronica'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115385778846765389</id><published>2006-07-25T22:02:00.000+02:00</published><updated>2006-07-25T22:15:26.833+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Venezia: si parte nel segno del noir</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/black_dalia.3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/black_dalia.3.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;In attesa del 27 luglio, giorno in cui verrà presentato, ufficialmente a Roma, il programma della 63ma Mostra del Cinema di Venezia, il direttore artistico Marco Müller ha elargito qualche "antipasto" per i giornalisti. E' così il 24 luglio si apprende dal sito della Biennale il titolo del film di apertura della rassegna, che avrà luogo al Lido dal 30 agosto al 9 settembre 2006.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;Sarà "The Black Dahlia" di Brian De Palma, con Scarlett Johansson, Hillary Swank e Josh Hartnett, il film che inaugurerà il concorso veneziano la sera del 30 agosto. Prodotto da Art Linson, Rudy Cohen, Moshe Diamant e Avi Lerner, la pellicola uscirà sui nostri schermi a fine ottobre, distribuita da 01 Distribution.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;"Siamo onorati che Brian De Palma abbia scelto di inaugurare la 63ma Mostra con il suo nuovo e attesissimo noir, confermando così il forte legame con Venezia", hanno dichiarato Davide Croff e Marco Müller. De Palma infatti è quasi un habitué del Lido, da trent'anni a questa parte. Fu invitato a Venezia nel 1975 con uno dei suoi primi film, "Le due sorelle" (Sisters) per poi farvi ritorno con "Blow Out", "Doppia personalità" (Raising Cain), e uno dei suoi capolavori, "Gli intoccabili" (The Untouchables), di cui peraltro è stato annunciato il prequel.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;L'inizio veneziano sulla carta si presenta sotto i migliori auspici, con un nome che mette d'accordo intrattenimento popolare e cinema d'autore. I cinefili internazionali infatti adorano De Palma e a quarant'anni dal suo esordio, potranno vedere il loro beniamino che si misura con l'adattamento di James Ellroy, scrittore a pieno titolo annoverato tra i classici del poliziesco americano e molto amato dal cinema ("L.A. Confidential"). Ma anche i fanatici delle passerelle verranno accontentati. La serata inaugurale sarà monopolizzata da due delle giovani dive di punta di Hollywwod, la coppia Swank- Johannson, che ritorna al Lido da star. "La Mostra, grazie a questo film, potrà salutare nuovamente due star indiscusse del firmamento internazionale, entrambe rivelatesi a Venezia, Scarlett Johansson nel 2003 con 'Lost in Translation', e poi giurata nel 2004, e Hilary Swank, a Venezia nel 1999 con il film che le valse il primo Oscar, 'Boy's Don't Cry'" hanno rilevato giustamente Croff e Müller.&lt;script&gt;&lt;!-- D(["mb","&lt;/span&gt;\n&lt;p&gt;&lt;font&gt;Tratto dall\'omonimo romanzo, primo\ndella quadrilogia su Los Angeles&amp;quot;The Black Dahlia&amp;quot; è ambientato\nnel 1947. Al centro della vicenda ci sono due poliziotti,amici ex pugili,\nBucky Bleichert (Josh Hartnett) e Lee Blanchard (Aaron Eckhart), innamorati\ndella stessa donna, la misteriosa Kay Lake (Scarlett Johansson), ex amica\ndi un gangster. Sarà il truclento delitto di Elizabeth Short (Mia Kirshner),\nragazza con ambizioni d\'attrice soprannominata la Dalia Nera, su cui i\ndue devono indagare, a sconvolgere per sempre la loro vita.&lt;/span&gt;\n&lt;p&gt;&lt;font&gt;E dire che dopo la nascita del\nfestival di Roma, c\'erà già chi dava per spacciato il Lido. &lt;/span&gt;\n&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;",0] ); D(["ma",[1,"&lt;table&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;table&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img&gt;&lt;td&gt;&lt;td&gt;&lt;b&gt;black_dalia.jpg&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;25K  Scansione antivirus in corso…&lt;/table&gt;&lt;/table&gt;","10ca5f4c39f4e137"] ] ); D(["ce"]);  //--&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;Tratto dall'omonimo romanzo, primo della quadrilogia su Los Angeles"The Black Dahlia" è ambientato nel 1947. Al centro della vicenda ci sono due poliziotti,amici ex pugili, Bucky Bleichert (Josh Hartnett) e Lee Blanchard (Aaron Eckhart), innamorati della stessa donna, la misteriosa Kay Lake (Scarlett Johansson), ex amica di un gangster. Sarà il truclento delitto di Elizabeth Short (Mia Kirshner), ragazza con ambizioni d'attrice soprannominata la Dalia Nera, su cui i due devono indagare, a sconvolgere per sempre la loro vita.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman Old Style;font-size:100%;"  &gt;E dire che dopo la nascita del festival di Roma, c'erà già chi dava per spacciato il Lido. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115385778846765389?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115385778846765389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115385778846765389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115385778846765389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115385778846765389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/07/venezia-si-parte-nel-segno-del-noir_25.html' title='Venezia: si parte nel segno del noir'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115376844650502598</id><published>2006-07-24T21:00:00.000+02:00</published><updated>2006-07-25T22:16:57.156+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Buon Compleanno Museo!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/compleanno.4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/compleanno.4.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Martedì 25 luglio&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2006&lt;/span&gt; dalle ore 19.00 alle 23.00 i&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l Museo Nazionale del Cinema di Torino&lt;/span&gt; festeggia il suo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sesto compleanno&lt;/span&gt;, con l’apertura straordinaria gratuita fino alle 23.00. In realtà si festeggiano i sei anni del nuovo allestimento museale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Unico in Italia e tra i più importanti del Mondo, il Museo Nazionale del Cinema di anni sulle spalle ne ha ben di più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto cominciò negli anni '40. Su un’agendina alla data &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8 giugno 1941&lt;/span&gt; si poteva leggere "pensato il museo".  L'annotazione era di "Madama Pelicula", così Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo, era soprannominata affettuosamente dai rigattieri del mercatino torinese del Balon, dove spesso si recava alla ricerca di reperti e cimegli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia così ai tempi della seconda guerra mondiale l'avventura culturale del Museo, dalla passione di una cinefila, nata nel 1908 a Torino. Fin da piccola la Prolo deve aver respirato all'ombra della Mole aria di cinema. All'inizio del secolo il capoluogo piemontese era considerato uno dei centri nevralgici del cinema italiano e mondiale, potendo vantare più di cento case di produzione, che sfornavano pellicole distribuite in giro per il mondo.&lt;br /&gt;Una per tutte? "Cabiria" di Giovanni Pastrone, che quest’anno dopo un complicato restauro ha concluso il festival di Cannes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1942&lt;/span&gt; la città di Torino aveva messo a disposizione del museo in fieri alcuni locali della Mole Antoneliana.  Aprire al pubblico non fu facile, nonostante la studiosa continuasse a far crescere la sua collezione.&lt;br /&gt;Alla fine del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1945&lt;/span&gt;, infatti, la Prolo annotava sul suo diario: "Il freddo aumenta/il caldo manca/sulla Mole sventola/bandiera bianca", firmandosi sconsolata "la congelata della Mole". A peggiorare le cose il temporale del maggio 1953, un fulmine si abbatte sulla guglia, danneggiando il monumento e, di fatto, annullando le speranze della Prolo di ottenere spazi più ampi per ospitare i suoi tesori. Il 7 luglio dello stesso anno nasce l'Associazione culturale Museo del Cinema.&lt;br /&gt;Nell'autunno del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1958&lt;/span&gt;, arriva anche la sede permanente, nello storico Palazzo Chiablese, ad un passo dal Palazzo Reale, e una saletta di proiezione, antenata della multisala Massimo.&lt;br /&gt;Ma nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1983&lt;/span&gt; per motivi di sicurezza, in seguito al rogo del cinema Statuto, il museo fu chiuso al pubblico.&lt;br /&gt;Rivedrà la luce proprio il 20 luglio del 2000. Di nuovo alla Mole da dove era partito una sessantina di anni prima.&lt;br /&gt;Il resto è storia di questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115376844650502598?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115376844650502598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115376844650502598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115376844650502598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115376844650502598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/07/buon-compleanno-museo.html' title='Buon Compleanno Museo!'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115325189191093350</id><published>2006-07-18T21:42:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T21:57:36.093+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival'/><title type='text'>Se Locarno si mette a dieta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/colonna_23.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/colonna_23.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"&gt;Una drastica cura dimagrante per il &lt;a href="http://www.pardo.ch"&gt;festival di Locarno&lt;/a&gt;.  E' quanto propone il nuovo direttore Frédéric Maire  per la 59ma edizione della rassegna svizzera (2-12 agosto 2006).  Sul Lago Maggiore infatti sfileranno 170 opere invece delle 250 della scorsa edizione.&lt;br /&gt;"Una selezione dolorosa, ma necessaria" è stato il lapidario commento di Maire, che preferisce "fare apprezzare di più i lavori mettendoli in contatto maggiore con il pubblico ed evitando dispersioni". Della serie (più) pochi ma buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra novità di quest'anno è la nutrita presenza di autori italiani. Saranno infatti una dozzina i lavori di casa nostra tra film in concorso, in Piazza Grande, e  sezioni collaterali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In concorso gareggeranno Roberta Torre ("Mare Nero) ed Enrico Pau ("Jimmy della collina"). La regista di "Tano da morire", questa volta mette in scena  un giovane ispettore alle prese con gli ambienti più torbidi della vita notturna romana. Nel cast figurano: Luigi Lo Cascio, Anna Mouglalis e Massimo Popolizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film di Pau invece è un adattamento dell'omonimo romanzo di Massimo Carlotto. Interpretata da Nicola Adamo, Valentina Carnelutti, Giovanni Carroni e Francesco Origo, la pellicola narra di Jimmy diciassettenne che, in assenza di prospettive e di riferimenti nel suo paesello  di provincia, finisce in un carcere minorile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Piazza Grande verrà proiettata l'ultima fatica di Maurizio Sciarra "Quale amore". Tratta dal celebre romanzo "Sonata a Kreutzer" di Lev Tolstoi, la pellicola è interpretata da Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada.&lt;br /&gt;Mentre in "Cineasti del Presente", passeranno "Schopenhauer" di Giovanni Davide Maderna, su due studenti, un uomo e una donna, che cercano la parola rivelatrice di un filosofo ritiratosi in campagna, e "Sotto la luna di Scampia" di Carlo Luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà lo spettacolare "Miami Vice" di Michael Mann, con Jamie Foxx e Colin Farrell a inaugurare la rassegna, come da tradizione nella splendida cornice della Piazza Grande.&lt;br /&gt;La retrospettiva è dedicata quest'anno al cineasta finlandese Aki Kaurismaki.&lt;br /&gt;E' atteso a Locarno Aleksander Sokurov, che presenterà  "Elégie" in anteprima e che ritirerà il Pardo d'Onore.&lt;br /&gt;Mentre Willem Dafoe sarà insignito del "Locarno Excellence Award".&lt;br /&gt;La sezione "Open Doors", che vuole dare spazio al cinema dei paesi in via di sviluppo, sarà dedicata a Malesia, Indonesia, Thailandia e Singapore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SP&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115325189191093350?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115325189191093350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115325189191093350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115325189191093350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115325189191093350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/07/se-locarno-si-mette-dieta.html' title='Se Locarno si mette a dieta'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30909216.post-115264621904744635</id><published>2006-07-11T21:27:00.000+02:00</published><updated>2006-07-11T21:41:31.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>Calvino: il cinema è stato per me il mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/1600/calvino.1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3960/3323/320/calvino.1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-family:courier new;" &gt;Comincia oggi il diario di &lt;a href="http://www.ottoemezzo.com"&gt;ottoemezzo.com&lt;/a&gt;, settimanale italiano dedicato al cinema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-family:courier new;" &gt;Iniziamo con una citazione di Italo Calvino, uno dei miei scrittori preferiti. Adoro il suo modo di scrivere semplice e mai scontato, ironico, grottesco e fiabesco allo stesso tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-family:courier new;" &gt;Pochi sanno che Calvino amava molto il cinema.&lt;br /&gt;Leggete cosa scriveva sulla settima arte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SP&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"&gt;Ci sono stati anni in cui andavo al cinema quasi tutti i giorni e magari due volte al giorno, ed erano gli anni tra, diciamo, il Trentasei e la guerra, l'epoca insomma della mia adolescenza. Anni in cui il cinema è stato per me il mondo.&lt;br /&gt;Un altro mondo da quello che mi circondava, ma per me solo ciò che vedevo sullo schermo possedeva le proprietà di un mondo, la pienezza, la coerenza, mentre fuori dello schermo s'ammucchiavano elementi eterogenei che sembravano messi insieme per caso, i materiali della mia vita che mi parevano privi di qualsiasi forma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinema come evasione, si è detto tante volte, con una formula che vuol essere di condanna, e certo a me allora il cinema serviva a quello, a soddisfare un bisogno di spaesamento, di proiezione della mia attenzione in uno spazio diverso, un bisogno che credo corrisponda a una funzione primaria dell'inserimento nel mondo, una tappa indispensabile d'ogni formazione.&lt;br /&gt;Certo per crearsi uno spazio diverso ci sono anche altri modi, più sostanziosi e personali: il cinema era il modo più facile e a portata di mano, ma anche quello che istantaneamente mi portava più lontano. Ogni giorno, facendo il giro della via principale della mia piccola città, non avevo occhi che per i cinema, tre di prima visione che cambiavano programma ogni lunedì e ogni giovedì, e un paio di stambugi che davano film più vecchi o scadenti, con rotazione di tre alla settimana. Già sapevo in precedenza quale film davano in ogni sala, ma il mio occhio cercava i cartelloni piazzati da una parte, dove s'annunciava i film del prossimo programma, perché là era la sorpresa, la promessa, l'aspettativa che m'avrebbe accompagnato nei giorni seguenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andavo al cinema al pomeriggio, scappando di casa di nascosto, o con la scusa d'andare a studiare da qualche compagno, perché nei mesi di scuola i miei genitori mi lasciavano poca libertà. La prova della vera passione era la spinta a ficcarmi dentro un cinema appena apriva, alle due. Assistere alla prima proiezione aveva vari vantaggi: la sala semivuota, come fosse tutta per me, che mi permetteva di sdraiarmi al centro dei «terzi posti» colle gambe allungate sulla spalliera davanti; la speranza di rincasare senza che si fossero accorti della mia fuga, per poi avere il permesso di uscire di nuovo (e magari vedi un altro film); un leggero stordimento per il resto pomeriggio, dannoso per lo studio, ma favorevole alle fantasticherie.&lt;br /&gt;E oltre a queste ragioni tutte a vario titolo inconfessabili, una ce n'era di più seria: entrare all'ora dell'apertura mi garantiva la rara fortuna di vedere il film dal principio, e non da un momento qualsiasi verso la metà o la fine come mi capitava di solito quando raggiungevo il cinema a metà pomeriggio o verso sera. &lt;/div&gt;&lt;blockquote style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:trebuchet ms;" &gt;(Italo Calvino, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 0, 0);font-family:trebuchet ms;" &gt;La strada di San Giovanni&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:trebuchet ms;" &gt;, ed. A. Mondadori)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;cinema, letteratura, sceneggiature, film, corti, festival&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30909216-115264621904744635?l=ottoemezzoalive.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/feeds/115264621904744635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30909216&amp;postID=115264621904744635' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115264621904744635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30909216/posts/default/115264621904744635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ottoemezzoalive.blogspot.com/2006/07/calvino-il-cinema-stato-per-me-il.html' title='Calvino: il cinema è stato per me il mondo'/><author><name>ottoemezzo a-live</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04202915340248231707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
